Il giovane, poco prima, aveva litigato con il suo datore di lavoro. Poi si è dato fuoco nei pressi della ditta di componenti elettrici presso la quale lavora e coperto di fiamme è poi uscito dall'auto.
Il giovane è stato trasportato al reparto ustionati del Cto di Torino con ustioni su oltre il 90% del corpo. Le sue condizioni sono gravissime. Il ragazzo è in coma farmacologico, intubato e sedato.Z
C'è un precedente tragico nella vita di Riccardo La Mantia. Il padre, Giovanni, nel 1997, esasperato da continui lavori precari come muratore, si era cosparso di benzina nel bagno del comune di Caltagirone, dove viveva con la moglie e i quattro figli, e poi, con gli abiti in fiamme era entrato nella stanza del sindaco di allora. All'epoca dei fatti Riccardo aveva solo nove anni. Trasportato in ospedale l'uomo morì per le gravi ustioni riportate. La vedova, mamma di Riccardo, Maria Cultrona minacciò a sua volta di suicidarsi se non fossero state mantenute le promesse di lavoro che le erano state fatte dopo il tragico gesto del marito. Successivamente la donna, fu assunta a Torino al posto del suocero, Francesco La Mantia, che andò in pensione. La famiglia venne sostenuta economicamente dall'amministrazione comunale di Caltagirone che a Giovanni La Mantia, lo scorso anno, ha intitolato una strada. «Non l'abbiamo dimenticato - racconta il sindaco Franco Pignataro, all'epoca del suicidio vicesindaco - Nella motivazione dell'intitolazione abbiamo scritto vittima del lavoro». Pignataro ricorda i figli del disoccupato e il dramma vissuto dalla famiglia. «Erano piccoli - dice - e restarono sconvolti».
Vai alla homepage
20/05/2008