È
difficile dargli torto: eppure agli esordi i verdi avevano
assunto un ruolo di coscienza critica. Poi qualcosa ha
smesso di funzionare.
Fra i molti, basta l'esempio dei
rifiuti in Campania. Dei due termovalorizzatori che
avrebbero potuto risolvere, almeno parzialmente, il
problema, uno non è ancora terminato mentre era previsto
funzionare dal 2002; i lavori per l'altro non sono nemmeno
iniziati. Casi come questi rendono decisamente motivata la
proposta di abolire il Ministero redistribuendone le
competenze a tutti gli altri Dicasteri che garantirebbero,
singolarmente, la qualità delle norme proposte e dei
conseguenti atti ed autorizzazioni. Qual è, però, il
problema che si determinerebbe? Verrebbe meno la
possibilità di costruire una politica nazionale armonica,
inserita in un quadro generale di riferimento, capace di
tenere conto delle diverse esigenze degli attori in gioco.
La frantumazione delle competenze favorirebbe ovviamente i
soggetti più forti rischiando di sbilanciare l'intero
sistema. Il Ministro Prestigiacomo (foto), nella sua
replica su Il Tempo riconosce che le ragioni della
provocazione sono giustificate. D'altra parte, difende il
diritto del Governo ad aprire una fase nuova nella politica
ambientale.
Da qui la volontà che il suo dicastero
divenga il regista di un'azione di rilancio delle migliori
capacità tecnologiche ed imprenditoriali del paese
favorendo il coinvolgimento di tutti gli attori, cittadini
inclusi. L'Italia si è sempre distinta, purtroppo, per la
sua scarsa capacità di fare sistema, spesso per l'assenza
di un quadro di riferimento nazionale chiaro e condiviso e
per la scarsa attenzione dei politici verso problemi che
non attenessero il loro specifico particulare.
Finalmente, invece, sta emergendo una coscienza
ambientale nuova e, non a caso, a proporla è un ministro
donna; ulteriore conferma che, da sempre, le donne sono
molto più attente di altri all'interesse generale.
Particolarmente importante è la consapevolezza di quanto
sia importante coinvolgere la collettività nel processo. Le
premesse ci sono tutte per partire con il piede giusto. La
delegificazione e lo sfoltimento dei vincoli burocratici
previsti dal Governo avranno un ruolo chiave per conseguire
i risultati dei quali il paese ha bisogno da troppo tempo e
ai quali ha diritto. Su queste basi il Ministro sappia che
saranno in molti a sostenerla ed affiancarla.
* Ordinario di Fisica
Università Parthenope
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17/05/2008