E invece, sono finiti i soldi per i pulmini dei disabili, o forse non ci sono neanche mai stati, visto che le tariffe per i rimborsi ad un'associazione senza fini di lucro come l'Alm - che assiste spastici e ragazzi completamenti paralizzati - sono fermi alle vecchie 17 mila lire, 8 euro e 78 centesimi, neanche 9 euro per l'esattezza.
Quanto ci costano 'sti nomadi a Roma? Nel 2006 il Comune di Roma e lo Stato hanno speso quasi 27 milioni (26 milioni e 646 mila e spicci). Mentre il Comune, da solo, di milioni di euro ne ha spesi quasi 20 per la gestione di 27 campi nomadi autorizzati (adesso invece sono 22) e l'assistenza a 5.527 nomadi, si legge nel dossier, che ha lo stesso titolo della domanda che si pongono i romani («Quanto costano i nomadi ai romani?») realizzato dal consigliere Pdl, Fabrizio Santori, che l'ex capogruppo di An in XVI Municipio ha presentato a ridosso delle elezioni.
Fatti i conti, ognuno di quegli oltre cinquemila nomadi, conteggiati e assistiti nel 2006, ogni mese, ci sono costati 425 euro: l'equivalente di una pensione sociale minima, o di una pensione di invalidità, o di un'indennità di disoccupazione. E ancora, l'equivalente di quanto scuce una famiglia per il costo medio di un asilo nido. Mentre con quello che si è speso ogni mese per mantenere due nomadi in un campo attrezzato, ovvero 850 euro, si sarebbero potute coprire le spese di affitto di un appartamento. «E dietro l'affitto per un appartamento di piccole dimensioni c'è una famiglia che lavora e produce cercando di risparmiare per acquistare una casa, mica dei perdigiorno» commenta i dati Santori.
Ma c'è di più. «Con il contributo di 19 milioni e 380 mila euro e spicci, sarebbe stato possibile costruire oltre 100 appartamenti per giovani sposi o per le numerose famiglie romane in attesa, da decenni nella graduatoria comunale per un alloggio popolare» continua Santori.
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Grazia Maria Coletti
14/05/2008