Vedete, le soluzioni non sono così
impossibili: basta pensare come chi opera sulla strada e
procedere con il coraggio che pare dimostrare chi sta
varando i nuovi provvedimenti. Chi entra in Italia deve
fare (sempre, perchè no?) dichiarazione di presenza, anche
se cittadino europeo, dopo di che deve - nei tre mesi
successivi - procurarsi una residenza (dimostrando di poter
provvedere al proprio mantenimento), astenersi dal
commettere reati e condurre una vita da persona perbene.
È forse troppo? Accanto a ciò inasprimento della
normativa sugli allontamenti estendendo i casi di
imperativi (quelli dove ti prendono e ti accompagnano fuori
dal confine) anche alle condanne meno gravi. Mi dite
perché, se un tizio commette tre furti in tre anni, magari
perché considerati giuridicamente semplici e non sa fornire
certezze sul suo mantenimento non deve andarsene per un
congruo periodo di tempo dall'Italia con l'auspicio che
magari non torni più? È troppo pensare che si possano
sospendere determinate garanzie processuali e limitare il
ricorso ai processi alternativi (con conseguenti sconti di
pena) per gli stranieri in genere?
Sembra che
finalmente si sia messa di nuovo in moto la procedura per
lo scambio di ufficiali di polizia tra Italia e Romania in
seno al cosiddetto accordo Ita.Ro. Dovete sapere che, ad
aprile scorso, è scaduto il trattato che ha consentito, con
la presenza di circa trenta ufficiali romeni in Italia, di
arrestare in poco più di un anno circa 1.000 persone e
denunciarne altrettante. Per una manciata di euro necessari
per la copertura finanziaria, i poliziotti romeni sono
stati rispediti a casa e si sono interrotte le operazioni
di polizia che così bene stavano procedendo. Sarebbe
auspicabile che la Comunità Europea provvedesse al
coordinamento di queste attività magari attraverso le varie
Europol, Frontex ecc. Ho parlato con uno dei poliziotti
romeni e sono rimasto impressionato dalle parole di
apprezzamento per il lavoro svolto e dalla collaborazione
avuta. Oltre alla conoscenza del fenomeno criminale romeno
e l'analisi specifica dei reati commessi questi poliziotti
hanno permesso di mandare avanti con successo le
intercettazioni telefoniche in lingua romanesh (Rom).
A breve, finalmente, il Ministro dell'Interno romeno
sarà in Italia insieme al primo gruppo di poliziotti per
riprendere quel lavoro che frettolosamente e
inopportunamente si è interrotto.
Stefano Filucchi
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13/05/2008