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governo al lavoro

Berlusconi suona la sveglia: la festa è finita

La festa è finita e ognuno deve fare la sua parte per risollevare il Paese. Sarà questo il leit motive del discorso che Berlusconi pronuncerà alla Camera martedì prossimo prima della votazione di fiducia e che indicherà il binario entro il quale il governo si muoverà nei primi cento giorni della legislatura.

Silvio Berlusconi Un discorso duro, asciutto, con contenuti programmatici che non fa sconti a nessuno e che al tempo stesso getta un ponte all'opposizione nell'ottica di una collaborazione sulle riforme istituzionali e sulle emergenze del Paese.
Berlusconi chiederà alle categorie del Paese di stringere una sorta di patto sociale. Il governo farà la sua parte alleggerendo la pressione fiscale alle imprese ma queste di contro dovranno impegnarsi a investire nell'innovazione e ad aumentare la produttività mettendo in moto quel circolo virtuoso che porta a maggiore occupazione. La detassazione degli straordinari e dei premi aziendali, che come il premier ribadirà sarà uno dei primi provvedimenti del prossimo Consiglio dei ministri, dovrà servire a ridare fiato alle imprese ma queste dovranno dimostrare di voler investire in competitività e occupazione.
Ma come le imprese anche la pubblica amministrazione dovrà rimettersi in moto. Un passaggio del discorso di Berlusconi potrebbe essere dedicato proprio alla modernizzazione della macchina statale. Non per niente è stato creato un ministero della semplificazione amministrativa. Meno burocrazia e quindi più qualità, ovvero meno assenteismo nei ministeri. E se Padoa Schioppa è stato duro con i «bambacioni», Tremonti non sarà da meno con gli statali fannulloni. Non è un caso che al ministero della Pubblica amministrazione e Innovazione sia stato messo quel guardiano dei conti e fanatico della produttività che è Renato Brunetta.
Alle categorie del lavoro autonomo il premier potrebbe proporre una sorta di pace fiscale ma di contro chiederà collaborazione nella lotta all'evasione.
Berlusconi ricorderà che lo scenario economico è difficile perchè sull'Italia la crisi internazionale impatta in modo più doloroso a causa dell'alto debito pubblico e di una situazione dei conti pubblici «disastrosa». Saranno ricordati i primi provvedimenti dal pacchetto sulla sicurezza al quale il ministro dell'Interno Roberto Maroni sta lavorando in questi giorni, all'abolizione dell'Ici sulla prima casa, alla detassazione degli straordinari e dei premi aziendali. Questi due provvedimenti costano intorno ai 2 miliardi. Bisognerà trovare la copertura e su questo Tremonti è al lavoro. Il discorso conterrà anche gli obiettivi nel medio termine come l'introduzione di premi e incentivi legati a incrementi di produttività, la riedizione del bonus bebè e l'adeguamento delle pensioni minime. Misure che potrebbero rientrare nel prossimo Dpef, accanto a quelle per contrastare la brusca frenata della crescita economica.
Berlusconi quindi rilancerà la «politica del fare» con un'apertura all'opposizione. Dal momento che il programma del Pd è su molti punti coincidente con quello del Pdl (Berlusconi lo ha detto più volte in campagna elettorale) il premier chiederà al centrosinistra la collaborazione sulle emergenze del Paese e dialogo sulle riforme istituzionali.

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Laura Della Pasqua

12/05/2008










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