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Cristiano Carocci

Ciliege a Celleno (Viterbo), a ...

Cristiano Carocci



Ciliege a Celleno (Viterbo), a Pastena (Frosinone), a Castel Madama, a Marcellina, a Montelibretti; cerase a Palombara Sabina (Roma), nella Sabina reatina (Rieti) e a Maenza (Latina); visciole dei Monti Lepini, tra i Colli Albani e gli Ausoni.

Ecco un gustoso itinerario — da programmare da maggio a luglio — all'interno del Lazio finalizzato ad assaporare le rosse «drupe», quei frutti dai sapori così diversi ma tutti, inevitabilmente, coinvolgenti tanto da far dire che «una tira l'altra»... Non c'è che l'imbarazzo della scelta: farsi conquistare da una ciliegia dolce, dalla polpa tenera o duracea proveniente dal Prunus avium, oppure lasciarsi ammaliare da quel tocco di amarostico delle amarene e delle visciole prodotte dal Prunus cerasus, molto spesso utilizzate per la preparazione di sciroppi, marmellate e liquori.
Originario dell'Asia occidentale, il ciliegio si è diffuso in Egitto intorno al VII secolo a.c.; in Italia a parlare in particolare del suo innesto è Marco Terenzio Varrone nel De re rustica mentre, ma qui siano nella leggenda, Lucullo avrebbe scelto in Cappadocia, i frutti migliori da portare in territorio italico. Plinio il Vecchio, scrittore, naturalista e storico latino, nel suo Naturalis historia (pubblicata nell'anno 77 d.C.) ne descrive ben dieci varietà. La ciliegia è citata anche nella Bibbia nella quale il colore rosso intenso viene paragonato al sangue di Cristo mentre nella ricorrente iconografia cristiana rappresenterebbe il frutto del Paradiso in antitesi con la mela, causa del Peccato originale. Va detto, però, che le ciliege dovevano far parte dell'alimentazione umana da tempi ben più remoti, come dimostrato dal ritrovamento di noccioli in occasione di alcuni scavi di siti nell'area prealpina risalenti al Neolitico. Dal Rinascimento in poi le ciliegie diventano protagoniste della tavola e, da allora ad oggi, il loro successo non ha conosciuto tramonto.
Ci sono alcuni accorgimenti che il consumatore attento deve tener presente nell'acquisto di questi frutti. Dopo aver determinato la varietà che si preferisce, si deve osservare con attenzione la buccia che non deve presentare macchie, fessure o screpolature, il colore deve essere brillante ed uniforme ed il picciolo verde vivo ed intenso; una volta acquistate, se si riesce a non consumarle tutte e subito, è meglio conservarle — mai in un sacchetto di plastica — in frigorifero al fine di mantenerne sapore e contenuto in vitamine.
Le ciliegie sono molto apprezzate, per forma, aspetto e sapore, da grandi e piccini ai quali, però, è bene darne con moderazione e non prima dei due anni sia perché possono causare disturbi digestivi sia per il pericolo di ingoiare o masticare il nocciolo: contiene acido cianidrico, sostanza tossica per l'organismo. Bella e buona non solo per il palato ma anche per il nostro benessere, la ciliegia possiede numerose proprietà: è ricca di flavonoidi utili contro i radicali liberi, è indicata nella cura di artriti, arteriosclerosi, disturbi renali e gotta. La rossa drupa contiene una buona quantità di fibre, potassio, calcio, fosforo, vitamine A e C, zuccheri, mentre è priva di grassi, povera in proteine e fornisce un moderato apporto calorico (38 calorie ogni 100 grammi) ideale nelle diete. Ha inoltre effetti diuretici, disintossicanti, blandamente analgesici, dissetanti e favorisce l'abbronzatura. Anche per la cosmesi la ciliegia riveste un ruolo importante: la sua polpa si utilizza come rinfrescante ed astringente per le pelli irritate e dai capillari dilatati.
Infine, secondo una ricerca della Michigan State University, la ciliegia avrebbe proprietà simili all'aspirina. Lo studio evidenzia come una dieta ricca di ciliegie e suoi derivati sia in grado di ridurre sensibilmente il rischio di attacchi di cuore e delle malattie vascolari in genere. Sono utili anche i piccioli: grazie al loro contenuto in tannino ed in sali di potassio possono essere impiegati per preparare un decotto per la pelle screpolata.
Ricordiamo, infine, che secondo le tradizioni popolari se si desidera che un vigneto produca buon vino è necessario piantare all'interno di esso un ciliegio.

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11/05/2008










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