Anzi, il gip Pasqua Seminara, che lo ha tenuto sotto torchio per quasi quattro ore a Palermo. non ha ammesso amnesie. Il bisturi dell'inquirente è entrato anche nelle parti più friabili della vita privata: la storia degli sms con la tredicenne figlia di un'amica, ha fatto il giro del mondo e Marcelletti si è dovuto difendere anche da questa presunta scivolata. Ma al di là di un aspetto che certo non contribuisce a rischiarare l'ombra pesante della pedopornografia, restano le altre accuse, di truffa, concussione e peculato.
In merito alla vicenda «a luci rosse», l'avvocato Roberto Tricoli, difensore del cardiochirurgo, ha affermato: «Questi messaggi si riferiscono a una relazione che il prof. Marcelletti ha intrattenuto con una signora, e con molta lealtà il cardiochirurgo ha ammesso che è stata coinvolta per qualche giorno anche una minorenne». Per il difensore «si è trattato di un atto erotico-virtuale o cibernetico, in cui sono state inviate delle foto tramite Mms che sono poi state cancellate dal professor Marcelletti. Tutto è avvenuto nell'arco di sette giorni».
Al termine dell'interrogatorio esce fuori la notizia nuova: c'è un altro medico del reparto di Cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale «Civico» di Palermo iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di peculato.
Tornando al suo assistito, l'avv. Tricoli ha spiegato: «Marcelletti ha detto al gip che, per quanto riguarda i reati contestati contro la pubblica amministrazione, ha sempre agito in buona fede e nell'esclusivo interesse dei pazienti». Ma il cardiochirurgo avrebbe fatto al gip Pasqua Seminara anche delle parziali ammissioni. In particolare, per l'attività intramoenia: secondo la Procura avrebbe tenuto per sé la quota spettante all'Azienda sanitaria. Il professore non ha negato di avere omesso una fatturazione: «Ma da qui al peculato ce ne corre...», provano a minimizzare i difensori.
Anche sulla storia dell'associazione «Abc» e delle somme chiese ai pazienti per sostenerla, i legali negano che i soldi siano serviti per cene e viaggi del professore. Certo non ammettere è facile, ma tutto ciò ha «spento» la fiaccolata annunciata: solo alcune persone hanno manifestato solidarietà sotto il residence del medico.
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Marino Collacciani
09/05/2008