Se il buongiorno si vede dal mattino, non c'è dubbio che la partenza forte e decisa del governo Berlusconi fa ben presagire.
La squadra di governo è pronta in tempi mai visti prima nella storia repubblicana. I nomi scelti dal premier hanno il segno evidente di una scelta politica chiara: niente tecnici, la responsabilità di guidare il Paese è tutta dei partiti di maggioranza. Questo ovviamente nulla toglierà alla possibilità di una collaborazione con l'opposizione. Anzi, il forte segno politico del governo potrà persino favorire una dialettica trasparente e autentica. In ogni caso, i nodi da sciogliere restano numerosi e complessi. L'agenda della nuova legislatura già scoppia di impegni. Ci sono le promesse elettorali come l'abolizione dell'Ici e un certo numero di riforme piccole e grandi che sono necessarie per raggiungere l'obiettivo di un Paese più moderno ed efficiente. Dalle colonne de Il Tempo è giunto, puntuale, un suggerimento nient'affatto banale: semplificare da subito la procedura per l'approvazione della finanziaria. Il tema è all'ordine del giorno da tanti, troppi anni. Lo spettacolo di emendamenti mini e maxi con lotte intestine, franchi tiratori e voti di fiducia è diventato insostenibile. Il voto del 13 e 14 di aprile ha consegnato al nuovo governo non solo una maggioranza nelle due Camere ma, ancor di più, un mandato forte e per certi versi ultimativo per cambiare l'Italia, per farla "rialzare". Paolo Messa
08/05/2008
Le partecipanti al concorso di bellezza Miss Ucraina tenutosi a Kiev il 23 aprile.