Certo il titolo dell'impresa di Jerry Yang, che aveva formulato richieste troppo onerose per l'azienda di Redmond, in borsa è crollato molto rapidamente. Ma tutto questo sembra interessare quasi solo agli esperti di finanza e chi segue le sorti - sempre in grande tumulto - del capitalismo privato americano. Non si creda, però, che tale vicenda possa essere rapidamente archiviata. Se forse non avremo il matrimonio tra Microsoft e Yahoo!, dobbiamo aspettarci altre importanti evoluzioni nel settore, dato che Gates si era mosso sul secondo motore di ricerca (il primo è Google) perché è consapevole che su internet si va trasferendosi una parte importante della pubblicità e, in sostanza, della vita di ognuno di noi.
D'altra parte, e non a caso, una terza figura che avrebbe potuto avere un ruolo non secondario nell'accordo ipotizzato tra i due colossi americani è Rupert Murdoch. Informatica insieme a internet, quindi, ma al tempo stesso anche contenuti: news, spettacoli, film. Un universo di informazione e intrattenimento che grazie alle nuove tecnologie sta preparandosi a convergere nell'universo della rete globale.
Tale salto nel domani non l'hanno compiuto Gates e Yang, o almeno non ora, ma è chiaro che un simile incontro è nell'ordine delle cose e troverà presto chi s'incaricherà di realizzarlo. Magari partendo dai media per arrivare a internet, o viceversa.
Questo vuol dire che sempre più cambierà il modo stesso di fare i giornali: che non potranno più limitarsi ad avere un sito, ma sempre più si sposteranno nel cyberspazio non solo con abbonamenti on-line, ma anche con nuove produzioni (video, in particolare), forme interattive, aggiornamenti ad ogni ora. E cambierà il modo di usare la rete e la tv, dato che tutto finirà per gravitare su ogni schermo e verrà meno quella divisione, ancor oggi esistente, tra computer e tivù.
Oggi come ieri, la finanza anticipa il domani, consapevole che questo misterioso mix di nuove tecnologie e inedite pratiche sociali tanto familiare alle giovani generazioni (ma spesso in grado di attrarre anche chi ha molti lustri alle proprie spalle) sta rivoluzionando i rapporti tra lavoro e tempo libero, e sta aprendo inediti spazi nel mondo produttivo. Una società come quella italiana, che alla cultura dell'immagine ha saputo dare tanto anche in tempi recenti (si pensi a Cinecittà), non dovrebbe considerare questi mutamenti come qualcosa di remoto, né dovrebbe pensare ad arroccarsi in un protezionismo provinciale. Il cinema, l'informazione, il divertimento e le nuove tecnologie di domani si svilupperanno all'interno del medesimo mondo: è bene tenerlo sempre presente, se non ci si vuole condannare ad avere un ruolo marginale.
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Carlo Lottieri
07/05/2008