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santoro "megafono" di Grillo

Se Michele "Chi?" appalta Mamma Rai

Titolava così, pochi giorni fa, il Corriere della Sera: «Santoro ha appaltato la Rai agli insulti di Grillo». Il presidente Petruccioli sentenziava: «Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico sono incalcolabili.

Santoro Farò in modo che non si ripeta mai più nulla del genere».
Un po' pochino. Segno che il Presidente non conosce a fondo Santoro, il quale è soprattutto furbo e innamorato di se stesso: appartiene alla categoria dei furbi che vincono le battaglie ma possono perdere le guerre. E infatti una egli ne perse se ha dovuto confinarsi al Parlamento europeo, ancorché strapagato. Egli usa un'arma solo apparentemente innocua. Sacralizza il diritto di cronaca per raccontare la cronaca che piace a lui. Si tratti di insulti, di fango o di spazzatura in modo da portare acqua al molino egocentrico per il quale sgomita e si sbraccia, il suo; da far finta di suonare tutte le campane suonandone pressoché una sola, la sua; da dosare i partecipanti alla platea di Annozero in modo che i conti tornino, i conti suoi.


Questo è Santoro, il quale si barrica dietro il divieto di controllare o di condividere il suo operato, nonostante che la Rai sia una società per azioni piramidale dove esistono ben definiti il ruolo del Conduttore, quello del Direttore di rete e del Direttore generale. Il quale risponde al Consiglio di amministrazione della gestione aziendale sia sul terreno del prodotto che su quello del «conto economico».
Prescinderne significa escludersi da una prassi della quale vive la Rai in quanto società per azioni finanziata prevalentemente dal canone, ossia dai soldi dei cittadini, i soldi di tutti noi. Queste cose Santoro le sa, ma se ne buggera perché in Rai si preferisce dissertare disinvoltamente sul pluralismo informativo, che, a rifletterci su, non è lo Stato di diritto a doverlo garantire, ma, semmai, è l'esistenza del pluralismo informativo a far funzionare uno Stato di diritto. Prendersela, tramite Grillo, con il Capo dello Stato e con il professor Veronesi non è diritto di cronaca, è cinica manipolazione di un evento per offendere chi rappresenta l'unità del Paese e chi merita gratitudine per la sua genialità di ricercatore stimato in tutto il mondo.


Ma Santoro imperturbabile che seguita a nutrirsi della sua insaziabile partigianeria, avrebbe il diritto di farlo se comprasse una Tv, magari aiutato dai (non molti) suoi seguaci che lo corteggiano e lusingano, perché è risaputo che il Nostro è più o meno geneticamente fabbricato così. Che possano non saperlo coloro che hanno il dovere di difendere la Rai in quanto servizio al pubblico non è credibile. Ne discende che pensare allora di cavarsela affermando soltanto che un fatto del genere non si verificherà più, non può voler dire che le cose debbano restare come stanno. La responsabilità allora non sarebbe soltanto sua, di Santoro.

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Gianni Pasquarelli

07/05/2008










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