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Ore 12 del 6 maggio 2008

Di Roberto Arditti

Ore 12 Sulla vicenda delle liste dei contribuenti pubblicate via internet dall'Agenzia delle Entrate vale la pena di fare una riflessione pacata dopo qualche giorno dall'esplosione del caso. E vale la pena di mettere in evidenza tre aspetti essenziali. Il primo è che il governo in carica (responsabile il vice ministro Visco) ha compiuto una scelta grave e sbagliata, soprattutto perché a pochi giorni dall'arrivo del nuovo governo. Il secondo è che non bisogna confondere trasparenza e voyeurismo. La dichiarazione dei redditi è atto pubblico, ma chi la vuole consultare deve dichiararsi presentando regolare richiesta. Il terzo è che occorre difendere con forza il principio del diritto alla riservatezza. Altrimenti un giorno qualcuno pretenderà di pubblicare via internet anche le cartelle cliniche dei cittadini, tanto per sapere se la persona che incontrerai nel pomeriggio gode o meno di buona salute. Non si scherza su questi temi. Il vice ministro Visco ha cercato di consumare una vendetta politica post-elettorale. Pessima decisione.

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Roberto Arditti

06/05/2008

  • 07/05/2008 07:14 SILVIO
    Concordo su quanto da Lei detto. Bravissimo, Arditti! Ho l'impressione che per i 2 allegri compari (Visco e Romano)la trasparenza del loro futuro si configurerà all'insegna di un paio di sbarre robuste e di un risarcimento danni colossale.
  • 06/05/2008 14:44 fausto
    L'ipocrisia italica non ha limiti. E il Sig. Arditti ne è l'alfiere assoluto, dichiarando che Visco "ha compiuto una scelta grave e sbagliata" senza spiegare perchè. "soprattuttto perchè a pochi giorni dal nuovo governo":forse il Sig. Arditti è sicuro che con il Cavaliere non parlerà più di tasse.In ogni senso.Condoni esclusi. Se e quando il Parlamento italiano varerà una legge che renderà pubbliche le cartelle cliniche delle persone, sarà legale pubblicarle sugli organi di informazione e qundi anche in rete . Oggi non è così e facendo confusione non si fa informazione. Lo zelante Garante non ha niente da dire a proposito delle migliaia di telecamere che ci riprendono a qualsiasi ora del giorno e della notte ovunque? "Il principio del diritto alla riservatezza" vale solo per i redditi dichiarati? Tutto questo starnazzare dimostra soltanto che Visco ha fatto benissimo a dare una lezione di civiltà a tutti gli italiani che devono imparare che pagare le tasse è un dovere e non un castigo per i polli.
  • 06/05/2008 14:40 Francesco Mangascià
    Ancora Visco, beneffattore di ricchi. poiché fu grazie a Visco che nel 2006 ci fu unaumento nei vantaggi già concessi sugli sgravi di Iva alle auto aziendali. In particolare, per l'anno d'imposta 2006, in cui Visco concesse una specie di propria amnistia personalizzata, poiché per quelle aziende che non l'avevano ancora pagata, la deduzione da, o, veniva elevata al 20% (40% a regime)per le auto non esclusivamente strumentali per le auto assegnate quale fringe benefit la deduzione, prima fissata in misura pari al'importo del fringe benefits, venne fissata al 65% della spese complessive sostenute ( 90 % a regime). maggiori importi deducibili per il 2006 poterono essere recuperati in deduzione quell'anno, e di essi si poteva tenerne conto in sede di acconto di Novembre.Invece di penalizzare chi non aveva pagato nel 2006 gli si cancellava addirittura sia il debito che la penalità e lo si premiava sgravando sui pagamenti del 2007.Ma almeno la smettessero di recitare sermoni al prossimo
  • 06/05/2008 14:35 Francesco Mangascià
    Peccato che Visco non fu così trasparente. La trasparenza, 98 Miliardi di Euro Rubati al Fisco e Visco che fece? L'evasione fiscale, avvenne attraverso l'utilizzo di macchine "offline" (slot machine truccate). La raccolta di gioco annuale dichiarata, rta infatti, è di 15 mld, mentre stime la valutavano in 43 mld: questo perchè 2/3 delle macchinette non era in rete come dovrebbe e 8 MILIARDI DI EURO!! Le 10 SOCIETA' CONCESSIONARIE DELLE VIDEOLOTTERIE HANNO CAUSATO UN MANCATO INTROITO ALLO STATO DI BEN 98 MILIARDI DI %u20AC (non avete letto male) L'evasione fiscale, a quanto pare, avveniva attraverso l'utilizzo di macchine "offline" (slot- machine truccate). La raccolta di gioco annuale dichiarata, era infatti, di 15 mld, mentre stime la valutavano in 43 mld: questo perché 2/3 delle macchinette non era in rete come avrebbe dovuto e, per questo, non partecipava a formare la base imponibile. Questo lo diceva la Corte Dei Conti non il pm protagonista di turno.
  • 06/05/2008 14:29 Pierluigi
    SOno una delle persone che ha consultato i dati quando erano on line. Al di là del giusto o meno. Non entro nel merito legislativo, dico solo che per quanto mi riguarda non ho problemi. E' palese come gli italiani EVADONO! e questa cosa fa schifo. Vedere che Benetton guadagna di meno della Litizzetto mi fa ridere. Ma quello che mi fa rabbrividire è vedere avvocati che Affermano di vivere con 800 euro mese. Ma allora la BMW chi cavolo la paga!! Le tasse Le dobbimao PAGARE TUTTI!!
  • 06/05/2008 13:38 Vincent
    Dopo un estenuante,matto e disperatissimo studio normativo,volto alla ricerca di un cavillo giuridico che fosse di appiglio o fornisse giustificazione al "bucolico gesto",non ho rintracciato alcunchè.Chi anela soddisfare la propria curiosità,ope legis,dovrà seguire un iter amministrativo molto chiaro e che non ammette intepretazioni estensive.Ad ogni buon conto,avendo i dati pubblicati una formattazione txt,è facile argurie come qualche buontempone li abbia potuti modificati ad arte...per far qualche scherzetto al "curiosione interessato a leggere".
  • 06/05/2008 13:13 Perbacco
    .....è un'assurdità....non conosco, non voglio conoscere, non mi interessa l'eventuale "appiglio" legislativo in base al quale si è ritenuto di poter diffondere nell'orbe terraqueo i dati di tutti....so solo che in ogni mia futura e mail(sono un professionista) o autorizzazione al trattamento dei dati (come quello che tra qualche istante qui sotto dovrò fornire) farò espressa eccezione per il Ministro pro tempore delle Finanze e per i dirigenti dell'Agenzia delle entrate (mai mi si tacciasse di eccezioni ad personam) per i quali ogni trattamento ed ogni finalità.....è consentita....... :-( .....ora vi lascio....sono alle prese con gli innumerevoli adempimenti più o meno idioti che da cittadino io sono costretto a rispettare!
  • 06/05/2008 12:23 luca
    non vedo nulla di grave nel rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi, in questo modo sarà molto semplice per i cittadini poter capire chi evade le tasse e chi no. Chi si lamenta probabilmente non paga quanto dovrebbe. Chi paga le tasse fino all'ultimo euro e rispetta le leggi non ha nulla da temere. Basta con tutti questi falsi moralismi
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