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Bullismo criminale

Adesso buttiamo la chiave

Morto il ragazzo aggredito a Verona. A Viterbo un quindicenne seviziato da coetanei.

Non c'è limite alla «fantasia» dei bulli nostrani. E mentre s'arricchisce il campionario di aggressioni, umiliazioni, prevaricazioni ecc. nei confronti dei più deboli, diminuisce invece l'età degli autori. Infine per «documentare» le eroiche imprese, garantendosi così eterna gloria, c'è il videofonino e il calderone internettiano di youtube che dà la stura al tam tam mediatico. L'ultima bravata arriva da Viterbo dove davanti a una scuola media un gruppetto di bulli (in pratica tre maschietti fra i 13 e i 14 anni) ha messo in mezzo un compagno quindicenne infliggendogli alcune «prove di coraggio» che il malcapitato avrebbe dovuto superare per poter essere ammesso nel gruppo dei bulli. Con gli accendini gli hanno bruciato i capelli e poi gli hanno spento sigarette accese sulle braccia. La vicenda è venuta alla luce perché il preside dell'istituto scolastico dove studiano i ragazzi è entrato in possesso di un filmato memorizzato sul videofonino di un suo allievo nel quale era ripresa tutta la scena. Il video è agghiacciante: c'è un adolescente con il volto atterrito, seduto e con il capo piegato in avanti. Tre mani con un accendino appiccano il fuoco ai suoi capelli. Istantaneamente le fiamme, alte 15-20 centimetri, trasformano la testa del ragazzo in una torcia. Subito dopo le stesse mani spengono le fiamme e le riaccendono. Così per tre, quattro volte. Alla fine, sulla testa dell'adolescente compaiono ampie zone di cute quasi completamente prive di capelli.
La sezione che si occupa dei minori della squadra mobile ha avviato le indagini e, dopo aver avuto il filmato, ha identificato un 14enne e due suoi amici ancora più piccoli che durante la settimana di Pasqua avrebbero bruciato i capelli al 15enne. La vittima ascoltata dalla polizia, ha confermato le sevizie subite e mostrato anche le cicatrici lasciate sulla pelle dalle sigarette accese. Il 14enne, ieri mattina, è stato accompagnato dagli agenti della squadra mobile in una comunità per il recupero come disposto dal Giudice del Tribunale dei minori di Roma. «È un episodio sconcertante - ha detto il questore di Viterbo Raffaele Micillo - di una gravità mai riscontrata prima nel Viterbese. Deplorevole è pure il fatto che gli autori dell'episodio di bullismo abbiano ripreso la scena con il telefonino e l'abbiano fatta girare tra i loro compagni di scuola».
Un altro brutale episodio si è verificato a Bari dove una banda di giovanissmi (tra i 18 e i 20 anni), sabato sera ha bloccato tre ragazzini chiedendo loro di consegnare i soldi che avevano addosso. E siccome loro hanno risposto di non avere nulla, allora i bulli si sono innervositi e hanno obbligato le loro vittime di andare a procurarsi i soldi. A uno dei tre, un quindicenne, è stato imposto di rimanere con loro, in qualità di «ostaggio». Non vedendo arrivare gli altri ragazzini, i bulli hanno quindi deciso di rilasciare il quindicenne e di tenersi il suo cellulare. «Vai a prendere i soldi - hanno intimato - e poi torna». I ragazzini, che avevano racimolato tra i loro amici dieci euro, hanno consegnato ai bulli il denaro e, finalmente, sono riusciti ad allontanarsi. L'episodio è stato denunciato ai carabinieri.

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Natalia Poggi

06/05/2008










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