Glielo riconoscono da destra e
sinistra, ma la verità è che lui ha incarnato l'essenza
della politica: l'ascolto contro l'autoreferenzialità, la
sussidiarietà contro il dirigismo... che molto spesso è un
vizio da esperti.
Da questo punto di vista viene da
scrivere una lettera aperta al nuovo ministro che nel
governo che si va a formare assumerà la responsabilità
dell'agricoltura.
E la prima parola che viene in mente
è proprio quella dell'identità. Cinque anni fa un noto
giurista scrisse che la battaglia in agricoltura sarà sulle
identità. E pronosticò una vita difficile per le De.Co., le
denominazioni comunali. Non si sbagliò: le hanno avversate
in tutti i modi: dai burocrati agli interessi forti, quasi
ci fosse un filo rosso - diciamo così - che li lega. Se poi
pensiamo che le De.Co. sono una semplice delibera comunale,
che di fatto non tutela nulla, non protegge, non certifica,
non sono nemmeno un marchio come erroneamente si continua a
scrivere. La De.Co. è solo un atto di un sindaco che dice
su quali valori si identifica la sua comunità, e li
censisce. E i valori a volte sono un prodotto che in un
paese significa una storia, come la michetta di Dolceacqua,
per citare la De.Co. che oggi viene celebrata dalla
comunità di quel paese, o un piatto. Ai ministri che si
sono succeduti abbiamo chiesto di dire insieme una parola
chiara, per favorire la partecipazione popolare verso
questa semplice operazione di marketing territoriale.
Alemanno ha risposto, nel maggio del 2005, con un convegno
ad Alessandria; chi è venuto dopo di lui ha tergiversato,
snobbando che c'era bisogno di una politica che fosse
vicina alle cose della gente, ai paesi, alla ruralità dove
si radicano lavoro e identità.
La seconda urgenza è
quella che va sotto il nome di kilometro zero, battaglia
storica di Coldiretti, derisa dai gourmet radical chic, che
temono di perdere la loro razione di aragosta. Ed è ben
triste la vita del gastronomo che ha come orizzonte solo
ciò che finisce dentro al suo piatto. Si può invece vivere
il gusto, tenendo presente che siamo dentro a un ordine e
che possiamo soltanto rovinarlo. Contro l'indifferenza,
ripartiamo allora dai farmer market, dall'agricoltura viva
dietro a ogni città: risparmieremo denaro ed inquinamento e
ci guadagneremo sul gusto. Il ministro che sta per venire è
con noi?
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04/05/2008