Fondamentale infine è stato il richiamo alla sicurezza. La
paura di fronte a una delinquenza sempre più capillare si
incrocia alla paura di un'immigrazione irregolare di massa
che sembra sempre meno gestibile. La gente comune teme
l'apertura indiscriminata delle frontiere, associata a un
sistema legislativo che pare non riuscire a far fronte
all'emergenza; i processi durano anni, i criminali escono
con troppa facilità. Paure ataviche rivolte al diverso si
uniscono alla legittima avversione per il degrado dei
quartieri soprattutto periferici. Paure rivolte verso
l'islamico.
Non pochi avranno notato come la
diminuzione della percentuale votanti sembri questa volta
aver favorito il Pdl. Questa considerazione nasconde un
profondo rivolgimento sociale e culturale, che era in parte
già emerso nel 2001 ed è riemerso ancor più forte ora. Ora,
la disaffezione verso la mobilitazione politica, tipica
della borghesia agiata, sembra colpire la sinistra. Non a
caso, le borgate e quartieri storicamente rossi hanno
scelto dopo decenni il Pdl; ad esempio San Lorenzo, dove i
residenti sanno bene come negli ultimi anni vi siano
aumentati il degrado e la droga.
Di fronte a questa
richiesta di sicurezza, la Sinistra non riesce a rispondere
se non con prese di posizione ideologiche. Chi nel Pd ha
cercato di costruire una nuova visione del problema
sicurezza è stato combattuto e isolato. Rimane in piedi il
vecchio stereotipo secondo cui "il vero colpevole è il
sistema", e i veri colpevoli sono borghesi e bempensanti.
Se non che oggi sembra che sia soprattutto la sinistra ad
essere espressione dei "salotti buoni" dell'alta e
illuminata borghesia intellettuale. Il legame con la gente
comune è rotto; il ceto di intellettuali, politici di
professione, giornalisti e docenti universitari è
auto-referente, i volti nuovi sono quelli dei loro figli
cooptati nelle stanze del potere. Il Pdl è espressione di
un ceto di politici e imprenditori: ma qui il legame con le
esigenze della gente è stato coltivato e rafforzato. Si
direbbe quasi che sia il fallimento del paradigma
gramsciano: la sinistra ha conquistato la cultura italiana,
ma questo non serve più a nulla. Ci si augura che il nuovo
Sindaco di Roma sappia entrare in questa visuale.
* Vescovo emerito
di
Civitavecchia-Tarquinia
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04/05/2008