Da quel campo ne è uscito,
come tutti hanno potuto vedere e come lo stesso Casini non
nega, con le truppe decimate e con la sostanziale
irrilevanza politica dell'Udc. Il passaggio attraverso il
fuoco della battaglia elettorale ha modificato non poco
l'orizzonte politico di quel partito. Berlusconi non ha mai
avuto in gran simpatia Casini. In quindici anni di
alleanza, ha vissuto la sua presenza, prima nel Polo poi
nella Casa delle libertà, come una spina nel fianco: un
prezzo da pagare, insomma, per tenere al carro un pezzo del
vecchio ceto politico democristiano. Anche se l'Udc ha
potuto dimostrare nel tempo di essere un buon contenitore
di consensi, soprattutto laddove (si pensi alla Sicilia o
alla Calabria) più forti rimanevano certi legami fra gli
elettori e il vecchio ceto politico Dc.
Non solo
«chiacchiere e distintivo», insomma. L'Udc ha saputo essere
qualcosa di più, negli anni pionieristici del centrodestra.
Casini ha costruito nel tempo un radicamento del suo
elettorato nel centrodestra, uno spazio politico in cui
almeno un milione e mezzo di ex democristiani si è trovato
a suo agio. E nel centrodestra sono rimasti, il 13 aprile
in Italia, e il 27 aprile a Roma, gran parte dei suoi
elettori.
segue a pag. 5
Vai alla homepage
04/05/2008