Il motivo della protesta lo spiega un portavoce dei Centri sociali:«Proviamo vergogna nel pensare che Torino e la Fiera vogliano festeggiare e onorare questo paese che non smette di sopraffare e ferire mortalmente la sovranità di un altro paese». Subito dopo arriva la prima reazione: Claudia De Benedetti, dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), definisce il gesto «un atto di incivilita», di «censura culturale» e lo stesso presidente dell'Unione, Renzo Gattegna, invita a impedire che l'appuntamento di Torino «si svolga in un'atmosfera di ostilità e di pregiudizio».
Per Pier Ferdinando Casini «Bruciare le bandiere di Israele è un atto di oltraggio non solo a quel popolo, alla sua storia e alle sue sofferenze ma all'intera civiltà occidentale, quindi anche a noi stessi». «Io stesso - dice Paolo Ferrero, ministro uscente della Solidarietà sociale di Rifondazione che così replica alle contestazioni a Bertinotti anche per le posizioni del Prc contro il boicottaggio della Fiera del Libro - parteciperò alla Fiera per discutere di immigrazione e politiche di inclusione sociale e culturale dei migranti». E Alessandro Ruben, senatore del Pdl, stigmatizza i fatti di Torino definendoli di «una gravità inaudita».
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02/05/2008