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Hong Kong, solo qualche tafferuglio per la torcia olimpica

 La fiamma olimpica è ritornata in terra cinese attraverso Hong Kong dove questa mattina è partita la staffetta protetta da un robusto dispositivo di sicurezza che è intervenuto solo per reprimere qualche tafferuglio di fra manifestanti filo-tibetani e filo-cinesi.

A meno di 100 giorni dall'apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, le autorità speravano che la tappa dI Hong Kong si svolgesse senza incidenti dopo un periplo internazionale movimentato che ha spesso messo Pechino in imbarazzo. Una cerimonia ufficiale ha dato il via alla staffetta, sotto un tempo piovoso, poco prima delle 10.30 locali (le 4.30 italiane) sulla penisola di Kowloon (nord dell'isola di Hong Kong). Il surfista Lee Lai-shin, unica medaglia d'oro di Hong Kong vinta alle Olimpiadi del 1996 ad Atlanta, negli Stati Uniti, è stato il primo tedoforo ad aprire la staffetta, acclamato da migliaia di spettatori che sventolavano la bandiera cinese.
Isola di relativa libertà in terra cinese, la Regione amministrativa speciale (Ras) di Hong Kong ha tuttavia proceduto negli ultimi giorni all'espulsione di diversi manifestanti filo-tibetani. Due membri canadesi del movimento Studenti per un Tibet libero, Tsering Lama e Kate Woznow, e un membro del servizio stampa dell'Ong Free Tibet Campaign, Matt Whitticase, sono stati arrestati martedì al loro arrivo nell'ex colonia britannica e subito imbarcati su voli diretti in Canada e a Londra, hanno fatto sapere le due organizzazioni in altrettanti comunicati.
Anche Zhang Yu, segretario generale dell'associazione di scrittori "China Pen Centre" è stato rimpatriato al suo arrivo all'aeroporto dalla Svezia, ha annunciato due giorni fa l'associazione dei giornalisti di Hong Kong (Hkja). Sabato scorso, tre danesi appartenenti ad un gruppo denominato Colore Arancione, e che contava di protestare contro la situazione dei diritti umani in Cina in occasione del passaggio della torcia a Hong Kong erano stati espulsi.
L'unica a cui è stata concessa la parola, anche se non sul Tibet, è l'attrice americana Mia Farrow, che questa sera a Hong Kong dovrebbe tenere un discorso davanti al Club della Stampa estera (Fcc) in cui dovrebbe puntare il dito contro Pechino per la sua compiacenza verso il Sudan, accusato di commettere atrocità nel Darfur.
Incidenti, a volte violenti, hanno costellato l'itinerario mondiale della torcia. Il suo passaggio è stato movimentato a Londra e soprattutto a Parigi, dove gli incidenti hanno creato tensioni diplomatiche non ancora risolte fra la Francia e la Cina.
La Cina accusa il Dalai Lama, leader spirituale dei Tibetani, che vive in esilio in India, di essere l'istigatore delle manifestazioni anti-cinesi e dei sanguinosi moti cominciati il 10 marzo nella capitale del Tibet ed estesi nelle regioni limitrofe.
La fiamma sabato prenderà la direzione di Macao, prima di attraversare la Cina, proprio attraverso il Tibet.
(con fonte Afp)

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02/05/2008










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