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Il punto di EMANUELE PARATORE

Troppe bugie frettolose sulla fame nel mondo

Ritorna, con un'infinità di congetture, sulle prime pagine dei giornali il problema della fame nel Mondo. Si parla di maggior consumo nei nuovi Paesi ricchi come Cina e India. È una grande sciocchezza: la gran parte della popolazione delle due grandi nazioni è ancora al limite (per non dire molto al di sotto) della povertà.

Si parla di eccessivo consumo di mais per la produzione di biocombustibili. Si mette in campo anche il solito falso luogo comune del riscaldamento globale.
La cruda verità è che la maggior parte dei Paesi poveri è governata da gente incapace o disinteressata o impegnata a non cambiare lo stato di fatto della propria nazione. Il nostro pianeta ha una capacità produttiva di materie prime alimentari a dir poco mostruosa. Ovunque si va nei Paesi al di fuori dell'area del benessere vi sono enormi spazi agricoli totalmente inutilizzati. Nel Mondo è di gran lunga più vasto lo spazio non utilizzato, ma utilizzabile, rispetto a quello attualmente coltivato. Il non sfruttamento dipende o dalla incapacità di utilizzare le risorse naturali o dall'impossibilità oggettiva di coltivare o dall'improduttiva gestione della proprietà terriera. Per coltivare servono soltanto acqua e sole.
Cominciamo col considerare che i Paesi del Sahel, i più poveri del Mondo, Niger, Mali, Burkina Faso non sfruttano minimamente le acque del grande fiume Niger. Lungo il fiume, vi sono immensi spazi pianeggianti non coltivati. Con il sole che hanno basterebbe impiantare acquedotti anche modesti per coltivare tanta terra. Tutto il Sudan e l'Egitto potrebbero diventare un giardino con le acque del Nilo. L'Etiopia ha la fortuna di esser attraversata dal Nilo Azzurro e dal Uebi Scebel. Anche il modesto fiume Omo, sempre più grande del Tevere, nel misero Sud, potrebbe favorire coltivazioni in enormi distese. Tutta l'Africa, straricca di acque fluviali, dovrebbe copiare le opere dei Sudafricani, che coltivano enormi distese di vigne nel deserto del Kalahari, grazie al fiume Orange. Il Sudafrica è pieno di irrigatori. Quei Paesi ne sono del tutto privi.
Riguardo al Sud America, non mancano le piogge e vi è tanto sole. Ma purtroppo la proprietà della terra è in mano a grandi proprietari che non hanno alcun interesse a sviluppare un'agricoltura intensiva. Grandi spazi sono destinati a miseri pascoli. Qui bisognerebbe attuare quelle grandi riforme agrarie che sono state la fortuna della ricca Europa. La nostra storia economica e sociale, dal Medioevo in poi, è consistita di: numerose grandi riforme agrarie, agricoltura intensiva, creazione di capitali, rivoluzione industriale, economia del benessere. Questo stesso cammino dovrebbero fare tanti Stati poveri. La ricchezza diffusa passa sempre da un primo sviluppo agricolo del territorio, che sconfigge, appunto, la fame.

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29/04/2008










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