Si parla di eccessivo
consumo di mais per la produzione di biocombustibili. Si
mette in campo anche il solito falso luogo comune del
riscaldamento globale.
La cruda verità è che la
maggior parte dei Paesi poveri è governata da gente
incapace o disinteressata o impegnata a non cambiare lo
stato di fatto della propria nazione. Il nostro pianeta ha
una capacità produttiva di materie prime alimentari a dir
poco mostruosa. Ovunque si va nei Paesi al di fuori
dell'area del benessere vi sono enormi spazi agricoli
totalmente inutilizzati. Nel Mondo è di gran lunga più
vasto lo spazio non utilizzato, ma utilizzabile, rispetto a
quello attualmente coltivato. Il non sfruttamento dipende o
dalla incapacità di utilizzare le risorse naturali o
dall'impossibilità oggettiva di coltivare o
dall'improduttiva gestione della proprietà terriera. Per
coltivare servono soltanto acqua e sole.
Cominciamo
col considerare che i Paesi del Sahel, i più poveri del
Mondo, Niger, Mali, Burkina Faso non sfruttano minimamente
le acque del grande fiume Niger. Lungo il fiume, vi sono
immensi spazi pianeggianti non coltivati. Con il sole che
hanno basterebbe impiantare acquedotti anche modesti per
coltivare tanta terra. Tutto il Sudan e l'Egitto potrebbero
diventare un giardino con le acque del Nilo. L'Etiopia ha
la fortuna di esser attraversata dal Nilo Azzurro e dal
Uebi Scebel. Anche il modesto fiume Omo, sempre più grande
del Tevere, nel misero Sud, potrebbe favorire coltivazioni
in enormi distese. Tutta l'Africa, straricca di acque
fluviali, dovrebbe copiare le opere dei Sudafricani, che
coltivano enormi distese di vigne nel deserto del Kalahari,
grazie al fiume Orange. Il Sudafrica è pieno di irrigatori.
Quei Paesi ne sono del tutto privi.
Riguardo al Sud
America, non mancano le piogge e vi è tanto sole. Ma
purtroppo la proprietà della terra è in mano a grandi
proprietari che non hanno alcun interesse a sviluppare
un'agricoltura intensiva. Grandi spazi sono destinati a
miseri pascoli. Qui bisognerebbe attuare quelle grandi
riforme agrarie che sono state la fortuna della ricca
Europa. La nostra storia economica e sociale, dal Medioevo
in poi, è consistita di: numerose grandi riforme agrarie,
agricoltura intensiva, creazione di capitali, rivoluzione
industriale, economia del benessere. Questo stesso cammino
dovrebbero fare tanti Stati poveri. La ricchezza diffusa
passa sempre da un primo sviluppo agricolo del territorio,
che sconfigge, appunto, la fame.
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29/04/2008