L'attacco è fallito, l'obiettivo mancato ma sul terreno sono rimasti un bambino di dieci anni, il leader di una minoranza etnica, ai quali qualche ora dopo si è aggiunto un parlamentare afgano, che era rimasto ferito nell'attacco, morto in sala operatoria. Le forze di sicurezza afghane hanno ucciso tre degli assalitori.
Durante la cerimonia di celebrazione del 16esimo anniversario della liberazione dai sovietici di Kabul da parte dei mujahedeen si sono uditi colpi di arma da fuoco e due razzi sono cauduti nelle vicinanze del palco presidenziale. Ministri, ex signori della guerra, leader di fazioni politiche e militari in alta uniforme, diplomatici stranieri hanno immediatamente cercato un riparo mentre si udivano gli spari. Karzai, portato via quasi di peso dalla sua scorta di contractors, è poi apparso in tv per rassicurare i cittadini. «Oggi, i nemici dell'Afghanistan, i nemici della sicurezza e del progresso dell'Afghanistan hanno cercato di disturbare la cerimonia e causare disordine e terrore», ha detto Karzai davanti alle telecamere. Un portavoce dei talebani, che hanno rivendicato l'attacco, ha detto che tre dei loro combattenti sono stati uccisi. Lo scorso 25 marzo un secidente capo talebano aveva annunciata la nuova offensiva di primavera: «Nei giorni che verranno il mondo intero vedrà come cadrà il governo di Kabul, così come cadde il regime comunista di Najibullah( il dittaore comunista appoggiato da Mosca ndr)».
I paesi occidentali hanno rinnovato l'impegno anche militare a sostegno del governo di Karzai. nei giorni scorsi la Farnesina aveva diramato un «warning» ai nostri connazionali per l'aumentato rischio di attentati.
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Maurizio Piccirilli
28/04/2008