Non per
nulla Papa Benedetto viene dall'Europa settentrionale ed
anglosassone. È uomo che non ha paura della modernità, che
vi si trova a suo agio, con buona pace delle accuse di
rigido tradizionalismo dottrinario. Ha anche saputo capire
le caratteristiche della Chiesa americana, in crisi ma non
colpita dalla disaffezione che vediamo in Europa; attenta
ai valori, fatta di migranti e di giovani, categorie alle
quali ha rivolto amorevole attenzione.
Papa Ratzinger
ha confermato di aver compreso la grave situazione generata
dagli scandali dovuti a pedofili, vicenda che ha scosso la
Chiesa americana, che ha travolto con i colpevoli anche il
resto della Chiesa oltre le sue responsabilità. Il papa ha
capito e ha chiesto perdono, incontrando alcune vittime di
abusi: ha saputo trovare le parole che i cattolici
americani aspettavano di sentire. Già da cardinale,
Ratzinger era stato chiaro nel denunciare questa
nefandezza. Ciò basterebbe a far giudicare positivamente
questo pontificato.
Per la prima volta un papa ha
visitato la Casa Bianca. San Pietro che entra nella
residenza di Cesare; come non pensare ai secoli di
confronto tra papato e impero? Nel mondo occidentale il
Papa ha agito da argine nel momento delle spinte
assolutistiche, e in altri momenti da coscienza e
consigliere. Nell'incontro con Cesare, il papa ha scelto di
guardare a quello che li avvicina e non a quello che li
divide. Solo il Papa, infatti, è quell'autorità morale che
può parlare amichevolmente, quindi con successo, ad
un'America sensibile alla tentazione della guerra e della
paura. Un'America però ancora la terra di libertà di
Toqueville, la terra dove si dimostrò con i fatti che la
tolleranza religiosa non porta a indifferentismo, ma a
nuova vita di fede. Anche per questo, si rifletterà a lungo
sul discorso del papa all'Onu. Benedetto XVI ha sviluppato
con il suo rigore logico tesi che lasceranno il segno. Chi
si aspettava, dopo la visita a Bush, un discorso
compiacente sulla linea dell'amministrazione, è stato
smentito. Temi fondamentali: la necessità della
collegialità nelle decisioni da cui dipende il futuro del
pianeta; il ritorno ad interventi "protettivi" con ampia
adesione internazionale; l'inderogabilità del rispetto dei
diritti dell'uomo, anche in condizioni di guerra al
terrore. Infine, la visita nel cratere delle Twin Towers.
Vi si è sentito il soffio della storia, la presenza
silenziosa di Dio ancora mille volte crocifisso nella morte
di tanti suoi figli.
* Vescovo emerito
di
Civitavecchia-Tarquinia
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27/04/2008