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Ore 12 del 24 aprile 2008

Di Roberto Arditti

Ore 12 Domani è il 25 aprile. Data di gioia e di dolore per la storia d'Italia. Di gioia perché rappresenta il giorno della fine della dittatura fascista. Di dolore perché, negli anni precedenti, il coinvolgimento italiano nella più spaventosa guerra della storia finì per consegnare lutti e disperazione a centinaia di migliaia di famiglie. Il dopoguerra fu il momento della ricostruzione, ma anche di sanguinose vendette e regolamenti di conti che nulla hanno a che spartire con la libertà e la democrazia. Vorremmo un Paese che guarda avanti e non indietro. Vorremmo un'Italia che non butta in politica, quella brutta per giunta, anche una così speciale ricorrenza.

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Roberto Arditti

24/04/2008

  • 29/04/2008 11:30 Mario Premuda
    25 aprile? Liberazione? Siamo l'unico paese che festeggia una sconfitta. La seconda guerra mondiale non è stata solo voluta dal fascismo: era implicita nella conclusione della prima. Ed allora il fascismo non c'era: ne è stato una conseguenza, almeno nella sua accezione più dura e revanscista. In una guerra vi sono vinti e vincitori. Ma solo in Italia si è cambiato bandiera con ignominia. E con una conseguente guerra civile. Festa nazionale? Sarebbe meglio dimenticarla, questa data, o avere il pudore di trasformarla in una ricorrenza da ricordare con orrore e pietà, ripromettendosi di non cascarci mai più.
  • 28/04/2008 17:22 Massimo Testa
    Aridanga co' la retorica e l'autocelebbrazzione der sinistrume. Festeggia' 'na ricorenza che e' stata 'na figuraccia de livello mondiale, ciove' sali' sur caro dei vincitori a botta sicura, co' le solite manfrine de parte e fazziose, mettenno da parte 'aa storia vera, ciove' lacrime e sangue distribbuite senza colore politico, e mica ci ho l'orecchino ar naso. Che c'e' da festeggia' quanno e' diventato er solito teatrino de Purcinella ar Pincio? 'A storia er' popolo 'a sa' capi' da solo mica jaa devono spiega' ee signorine radicarscicchbe dee terazze romane. Ave popolo Maxxe te saluta
  • 27/04/2008 15:57 gerardo
    Aggiornate il sito.... siete proprio romani!!!! Viva la lega!!!
  • 27/04/2008 12:48 dino
    E' certamente una data importante. Ma lo deve essere per tutti. Gli ex comunisti e quelli che vogliono rifondarlo non possono appropriarsene visto anche che di scheletri negli armadi ne hanno parecchi. Basterebbe che ripensassero alla dittatura che per decenni ha imposto il loro compagno stalin.
  • 26/04/2008 16:08 Del Papa Nino
    Il 25 aprile è stata anche la conclusione di una lotta fraticida tra gli italiani che avrebbero dovuto essere più uniti e non divisi di obbrobrioso odio e sete di vendetta. La scusante di quel terribile tempo è stata ed è solo la Libertà con la L maiuscola e basta con le minuscvoli!!!
  • 25/04/2008 11:08 Filippo
    con il Parlamento che abbiamo oggi di sicuro abbiamo fatto passi indietro. NB: ho fatto alcuni commenti che non sono stati pubblicati. Tifero' Grillo ancora di più e firmero' i suoi referendum, in con particolare gusto quello che riguarda il finanziamento della stampa
  • 24/04/2008 17:09 fausto
    il Venticinque Aprile è Festa Nazionale per la Repubblica Democratica Italiana pechè in quel Felice Giorno dell'anno 1945, il BENE sconfisse il MALE, la LIBERTA' trionfo' sulla BARBARIE, la DEMOCRAZIA anniento' i FASCISTI . La Verità è Una . E non si può falsificare . La Memoria esiste e non la si può cancellare . Farebbe comodo ai novelli o aspiranti Governanti attuali. Ma non si può .
  • 24/04/2008 13:19 veejay
    la storia serve solo per imparare a migliorare e non ripetere gli stessi sbagli non per ricordare di vendicarsi. nel secondo caso si diventa peggiori di quelli che hanno fatto le cose prima.
  • 24/04/2008 12:43 FLAXI
    si stava meglio quando si stava peggio !
  • 24/04/2008 12:36 Giovanni
    Fino a quando la ricorrenza del 25 aprile viene utilizzata come strumento di minaccia della sinistra contro coloro che ritiene suoi avversari e nei confronti persino di coloro che parteciparono alla Resistenza sotto colori politici diversi e ne viene ignorata la presenza anche nei media, rimarrà solo un rito stanco e ripetitivo cui partecipano sempre gli stessi personaggi che si mobilitano tutti gli anni. Non c'è la gente comune. Provate a fare una foto ad un qualsiasi corteo e registratene i discorsi celebrativi. Confrontateli con quelli dell'anno dopo. Sono le stesse persone, gli stessi discorsi a cui hanno cambiato le date. Sono, insomma, un copia e incolla. Il popolo minuto va a fare il pic nic; primo: la Resistenza si è svolta in un territorio ridotto del paese (Centro nord), secondo: alla giornata è stata data una valenza politica che tende solo a dividere e non a unire. Ricordatevi i fischi al sindaco Moratti a Milano. Venne linciata e cacciata con fischi e sputi. La gente guarda, ricorda ed poi vota.
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