Che poi il partner sia Air France, Aeroflot o altri poco importa.
Ci preme invece qui cercare di trarre qualche utile insegnamento dalla triste esperienza dell'ultimo biennio, nel corso del quale il governo Prodi ha affrontato il dossier in modo maldestro ed inconcludente, sommando la propria inefficienza a quella degli esecutivi che l'hanno preceduto. Il governo infatti ha percorso prima la strada dell'asta internazionale e poi quella della trattativa privata con i francesi (acquirente preferito sin dall'inizio). Ma lo ha fatto in modo pessimo e fallimentare nell'uno e nell'altro caso, mandando l'asta deserta (per evidenti difetti nelle richieste, troppo onerose) e giungendo ad un pre-accordo con Air France in condizioni di imbarazzante sudditanza verso il compratore, umiliando così gli italiani tutti che hanno pagato di tasca propria i deficit pregressi di Alitalia.
Complice la prematura fine della legislatura, siamo dunque al punto di partenza. Cioè siamo nella tipica situazione italiana, quella dello stallo, del rinvio, dell'incertezza. Ecco l'Italia da dimenticare, riformare, squadernare. Siamo stufi, molto stufi. I prossimi inquilini del Palazzo sono, amichevolmente, avvisati.
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Roberto Arditti
24/04/2008