• BENESSERE
  • CINEMA
  • INCONTRI
Dieta Club
Mooovie
trova l'anima gemella
Italia news
CERCA NEL SITO

serve un impegno concreto

La vendetta agricola non spaventa l'Italia

«Cafone!, villano!». Quante volte abbiamo assimilato il lavoro del contadino a caratteristiche sociali inferiori? Spesso, perché la cultura occidentale ha collegato la civilizzazione con l'urbanizzazione.

Oggi l'agricoltura si vendica. Le ragioni della crisi alimentare sono diverse: aumento mondiale della domanda, mutazioni climatiche, produzione concorrenziale di biocarburanti e speculazioni finanziarie. L'affacciarsi di miliardi di uomini al soddisfacimento minimo delle necessità alimentari provoca, già di per sé, penuria. La crisi non è figlia degli incubi di Malthus, l'economista che legò alla crescita demografica l'insoddisfazione dell'offerta. Invece che dalla crescita della popolazione il prodotto agricolo è stato penalizzato dalla penuria degli agricoltori. Basti pensare che il 75% dei poveri vive in zone rurali, ma riceve solo il 4% mondiale degli aiuti allo sviluppo e il 4% degli investimenti pubblici. La Banca Mondiale ha commesso errori strategici e continua a non rendersi conto che il 4% di addetti non può soddisfare il bisogno del restante 96% della popolazione mondiale, mentre vengono finanziati prodotti agricoli che servono all'esportazione (speculazione finanziaria) e trasferita in continuazione forza-lavoro verso l'industria e i servizi.
L'Italia ha il dovere di occuparsi della questione agricola mondiale perché, grazie ai Padri Fondatori della Repubblica, a cominciare da Amintore Fanfani, volle Roma Capitale mondiale delle politiche agricole ospitando la Fao e le agenzie specializzate dell'alimentazione delle Nazioni Unite. Il nuovo Governo italiano può ricoprire il ruolo mondiale che spetta all'Italia, anche perché parte importante della nuova maggioranza trae forza elettorale da regioni che hanno modernizzato l'agricoltura e non l'hanno abbandonata. Il prossimo G8 si occuperà della crisi alimentare mentre a Ginevra prosegue la corsa per concludere i negoziati dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.
Nei negoziati Omc il concetto di autosufficienza, il principio fondamentale della politica agricola europea, è rimesso in discussione dalla Francia, contraria ad abbassare la soglia dei dazi doganali. L'Italia ha il know how di esperienze e di uomini per affrontare e proporre soluzioni alla emergenza globale. Basti pensare alla Farnesina (possibilmente agevolata da un accorpamento del Commercio Estero e dell'Ice al Ministero degli Esteri), e alla preziosa esperienza di alcune regioni italiane (Lombardia in testa) nonché alla lunga tradizione della partecipazione ai sistemi multilaterali e alla Cooperazione allo sviluppo. Il problema è di agenda, di priorità e anche di uomini perché, soprattutto nel sistema Onu, è necessario rafforzare la presenza italiana nelle agenzie specializzate. L'Italia fa parte del G8 perché è un Paese ricco e può superare il limite regionale dei suoi interessi sviluppando un suo ruolo in questioni mondiali specifiche.

Vai alla homepage

Giuseppe Scanni

24/04/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

FOTO DEL GIORNO

Miss Ucraina

Miss Ucraina

Le partecipanti al concorso di bellezza Miss Ucraina tenutosi a Kiev il 23 aprile.