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Il punto di GIAN FRANCO SVIDERCOSCHI

Benedetto «americano», un altro Papa

Ma il Benedetto «americano» è proprio lo stesso Benedetto "vaticano"?

Benedetto XVI a Ground Zero Il Papa che in America ha manifestato ripetutamente la sua angoscia per la mostruosa vicenda dei preti pedofili, e ha voluto pregare con le loro vittime; il Papa che ha impostato il discorso della costruzione di un nuovo ordine internazionale sul rispetto imprescindibile dei diritti umani; il Papa che si è tuffato nell'abbraccio della folla, andando a poggiare la fronte su quella di una ragazza nera, con un gesto di grande paternità ma anche di grande intimità; il Papa che si è presentato al Ground Zero in atteggiamento di profonda umiltà e pietà; ebbene, è lo stesso Papa che sembra talvolta essersi chiuso in Vaticano, al riparo delle sue certezze; il Papa che mostra più di un timore verso la società moderna; il Papa che mette i puntini sulle i della liturgia, dell'evangelizzazione, della morale, delle relazioni con gli ebrei e l'islam?
Sarà domanda ingenua, o forse banale, o forse provocatoria. E tuttavia, è una domanda che molti, consciamente o no, si saranno posti in questi giorni. E alla quale, perciò, si deve tentare di rispondere. Una prima spiegazione risiede nel fatto che Benedetto XVI, per il suo carattere, per la sua formazione umana e religiosa, quando è lontano dai palazzi vaticani si sente più a suo agio, più quello che vorrebbe essere. Insomma, più libero dai condizionamenti propri del ruolo che occupa, della vita che deve trascorrere nella Curia romana.
C'è poi da tener conto del Paese che ha appena visitato. Papa Ratzinger non ha nascosto la sua ammirazione nei confronti dell'America. In quella nazione, in quella democrazia, a parte gli indiscutibili lati oscuri, vede il paradigma di una autentica libertà religiosa, appunto perché sanzionata da un sano concetto di laicità. Dunque, da un giusto equilibrio fra Stato e Chiesa. E, andando alle radici, da un buon rapporto tra ragione e fede. Tra la libertà dell'uomo e l'azione del Creatore.
Una terza spiegazione è più problematica. C'è da chiedersi quale sia l'immagine di Benedetto XVI che "passa" nell'opinione pubblica? È reale, o non risente dell'insufficiente rappresentazione che ne danno le fonti vaticane e, più ancora, delle deformazioni di cui la caricano, per la loro superficialità, non pochi media?
Che alcune decisioni di questo Papa sollevino perplessità e interrogativi, non si può negare. Ma neppure si può negare come, a cominciare dalle stesse parrocchie, si conosca poco il suo magistero, il suo continuo sforzo di proclamare e salvaguardare la verità di Dio e la verità sull'uomo. E allora, come fare perché il Benedetto "americano" e il Benedetto "vaticano" coincidano? E perché la Chiesa cattolica sappia coniugare, in maniera più trasparente, misericordia e fedeltà al Vangelo?

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Gian Franco Svidercoschi

23/04/2008










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