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l'editoriale

Rai di parte con i soldi di tutti noi

Proviamo a immaginare cosa sarebbe accaduto se, dopo una vittoria del centrosinistra, un giornalista Rai avesse mandato in onda un programma con l'unico intento di denigrare i vincitori delle elezioni? Apriti cielo. Ne avremmo sentite tante fino a paventare un attacco alla democrazia.

Rai Del resto per tenere sotto controllo l'informazione tv hanno inventato la par condicio. Questo sì un vero vincolo alla libera informazione. Ma a rompere le regole ci sono sempre quei giornalisti, con la vocazione (ben pagata) ad apparire come martiri della libertà. Già, ma di una libertà a senso unico: quella di attaccare il nemico, che per Santoro e soci è sempre Silvio Berlusconi. Così è stato nell'ultima trasmissione pochi giorni dopo il voto. Una elezione, democratica, alla quale ha partecipato l'ottanta per cento degli italiani, che, a grande maggioranza, ha scelto di votare i partiti del Centrodestra. Ma, guarda caso, i giornalisti di sinistra, sconfitti dalle urne, si scatenano. Non solo, ma lo fanno dalla tv pubblica, che è di tutti, sia elettori di destra sia di sinistra che pagano il canone. Così si arriva al paradosso che con i soldi dei sostenitori di Berlusconi si presenta non un servizio giornalistico di denuncia, non un'inchiesta, ma un attacco all'avversario da parte di ospiti scelti con cura dal conduttore. E la critica la paghiamo tutti noi. No, questo è intollerabile. E per piacere non tiriamo in ballo la libertà di espressione. Anche chi paga la Rai ha il diritto di essere rispettato se non la pensa come i telepredicatori di turno.

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Giuseppe Sanzotta

19/04/2008










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