Putin e Berlusconi si sono rivisti ieri in Sardegna, il russo che arrivava dalla Libia dopo l'incontro con Gheddafi ed è stato ospite del Cavaliere a Villa Certosa.
Il leader del Pdl è andato a prenderlo in aeroporto a Olbia con il solito doppiopetto blu e la camicia informale scura. E l'informalità è stata la vera cifra dell'incontro. L'unico ad indossare una sgargiante cravatta arancione, era il portavoce del premier incaricato, Bonaiuti.
Dunque Putin sceglie l'Italia per il suo ultimo viaggio da presidente della Russia, lascerà il mandato il 7 maggio a Dmitri Medvedev. E sceglie Berlusconi anche se formalmente in carica c'è il governo Prodi.
A Villa Certosa i due si lasciano andare. E parlano soprattutto di Europa. Proprio nel momento in cui si registra il maggior gelo tra Ue e Russia e all'indomani dell'incontro di stallo con Bush. Putin può contare solo con l'asse con la Germania della Merkel, incontra l'ostilità di Brown, vede l'ambiguità di Sarkozy. Berlusconi cambia lo scenario, terremota gli equilibri. Può essere il ponte tra Russia e Usa (Bush è stato tra i primi a complimentarsi per la vittoria del Pdl) soprattutto sullo scudo spaziale. E può far correggere la rotta all'Europa. In Sardegna si toccano questi temi, passeggiando nei viali della villa berlusconiana. Un po' di corsa per evitare la pioggia. Sì, Putin lascerà la guida, e le deleghe di politica estera saranno fortemente ridotte nel nuovo ruolo. Ma l'amico Silvio resta un interlocutore più che priviligiato.
Quel «comunque passo» non è casuale. Certo, i due parlano da amici giunti al loro decimo incontro ufficiale tanto che il Cavaliere è stato ricevuto a San Pietroburgo addirittura due volte da capo dell'opposizione. Le diplomazie del premier in pectore fanno attenzione a pesare le parole, a spiegare che l'incontro ha un carattere più che informale, amicale. Ma è ben difficile immaginare che nell'incontro non si sia parlato di business. «L'incontro è stato preparato senza un'agenda, non ci sono dossier sul tavolo e non ci sono nemmeno problemi da risolvere» spiega una fonte vicina a Berlusconi prima della cena.
Ma è altrettanto probabile che al tavolo siano state pronunciate le parole South Stream e Green Stream i due gasdotti provenienti dal Mar Nero e dal Sud che potrebbero cambiare la politica di approvigionamento energetico italiana, sempre in perenne affanno. E soprattutto delle nuove possibilità di business per le imprese italiane in Russia. Se son rose fioriranno. Nonostante l'imprevedibile pioggia sarda.
Fabrizio dell'Orefice
18/04/2008
''Basta con i soliti manifesti tutti uguali, basta con le solite facce da c... in politica e' ora di cambiare facce'' è lo slogan che correda il manifesto elettorale di Milly D'Abbraccio, nel quale trionfa il suo fondoschiena da ''regina dell'hard'', che spunta da un collant a rete rosa shocking.