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dopo il voto

A Gianni Letta il timone, per le donne scelte alla Zapatero

Il gioco è già cominciato. È come il vecchio Scassaquindici, giri i numeretti fino a metterli al posto giusto. O come il Monopoli, vendi e compri non case o palazzi ma in questo caso alleanze per trovarti al momento giusto al posto giusto.

Gianni Letta O forse è come l'eterno poker, si può anche bluffare pur di strappare una posizione. Insomma, è il gioco più vecchio della politica, il totopoltrone. Ed è già iniziato.
Ora Silvio Berlusconi dovrà mettere mano alla squadra di governo. Ci sta lavorando già da diverse settimane e per ora ha annunciato pubblicamente soltanto tre nomi. Giulio Tremonti, che sarà riconfermato all'Economia, Lucio Stanca (che probabilmente si occuperà di Innovazione tecnologica), Franco Frattini (che torna agli Esteri) e Stefania Prestigiacomo. Per la bionda siciliana è pronto un ministero con portafoglio: si parla della Salute. Ministero al quale aspirava anche Roberto Formigoni, al quale dovrebbe andare invece quello più strategico di Università e Istruzione che tornerebbero ad essere accorpati. Un sicuro componente del governo è Gianni Letta, che non sarà più sottosegretario alla presidenza. Per lui è certo un ministero pieno, sarà vicepremier. Sarà il premier operativo.
Capitolo aperto sugli Interni. A ridisegnare tutto ieri è stato il risultato della Lega a cui Berlusconi ha detto vuole dare due ministeri. Il Carroccio adesso ha tutti i numeri e i diritti per invocarne uno pesante, pesantissimo. Chiederà proprio il Viminale, per il quale è pronto per il suo ritorno Roberto Maroni. Ma invocherà anche una carica istituzionale di rango, come la seconda dello Stato, la presidenza del Senato, scranno agognato da Roberto Calderoli. Se Palazzo Madama sarà leghista, Montecitorio sarà tricolore: Gianfranco Fini si prepara a guidare l'aula. Ieri sera se limitato a dire che deciderà nei prossimi giorni.


Ci sono poi i big di Forza Italia. Paolo Bonaiuti spera nel dicastero dei Beni Culturali mentre Sandro Bondi potrebbe andare a Palazzo Chigi come sottosegretario alla presidenza con delega all'editoria, posizione occupata dal portavoce del premier la volta scorsa. Pronto anche Denis Verdini, che potrebbe fare il sottosegretario agli Interni. C'è poi Claudio Scajola, il motore del partito, che si presenta ancora più forte visto che ha strappato la sua Liguria, una delle regioni in bilico. Potrebbe andare alle Infrastrutture, che tornerebbe ad essere un ministero pesante con i Trasporti e anche l'Ambiente. Per Altero Matteoli una funzione di equilibrio, si pensa allo Sviluppo Economico. S'era parlato anche della Giustizia, che invece potrebbe andare a Renato Schifani. Ad An ci sarebbero pronti il Welfare che reclama Gianni Alemanno se non sarà sindaco di Roma e la Difesa che sogna Ignazio La Russa il quale ha fatto pure le prove per le parate.


Capitolo a parte è quello delle donne. Berlusconi pensa di affidare a loro ruoli di primo piano e pensa a qualche sortita alla Zapatero. Avrà un posto nell'esecutivo Michela Vittoria Brambilla come già annunciato. E nella squadra di governo ci sarà certamente Mara Carfagna, per la quale s'era vociferato il posto di ministro della Famiglia (o in alternativa quello delle Pari Opportunità). Pronte anche Manuela Di Centa (allo Sport), Mariastella Gelmini e Paola Pelino (Sviluppo economico), Laura Ravetto (Economia). La Lega vuole portare la sindacalista Rosi Mauro. E non è da escludere una reentrè della Santanchè.

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Fabrizio dell'Orefice

15/04/2008

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