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capitale alle urne

Roma al voto tra sviste e ironia
Le tre «C» degli elettori capitolini: code, cani e cellulari. E molti brontolano

Tutti pazzi per il voto. O meglio, usciti pazzi. Nella giornata più lunga per le 2.600 sezioni capitoline ha votato il 57,18 per cento degli aventi diritto, oltre dieci punti percentuali in più rispetto alle Comunali del 2006 (46,97%).

Elezioni Un «successo» che si è inevitabilmente trasformato in file ai seggi e confusione nelle sezioni. Code, quindi, come previsto. Il tempo medio per raggiungere la cabina è stato di circa mezz'ora, con punte di attesa di quasi due ore. Quel tanto che basta per cercare di capire qualcosa delle circa 30 liste di candidati a Provincia, Comune e Municipio. C'è chi ripeteva a bassa voce il nome della preferenza da esprimere, per non fare pasticci. Chi, invece, con il dito cercava quel «come si chiama?». Immancabili poi il brontolone: «Ao', io c'ho da fà, annamo un po' co ste schede», e il distratto che, cellulare in mano e ben visibile, fa per entrare in cabina. Tra questi, scherzo del destino, anche un vigile urbano, denunciato per aver portato con sé il cellulare. Sfortunato a dire il vero. Nella maggior parte dei seggi nessuno si è posto il problema di controllare se l'elettore avesse indosso il telefonino. Ci sono stati poi gli elettori «fantasma», quelli cioè che votavano da anni nella stessa sezione ma improvvisamente spariti dagli elenchi e che soltanto dopo aver girato tutte le sezioni del proprio quartiere sono riusciti finalmente ad esprimere il proprio voto.


Errori anche da parte dei presidenti di seggio e scrutatori. È il caso di un elettore di 70 anni al quale non era stata consegnata la scheda gialla per il Senato. Perché? Accanto al suo nome c'era la «c», che in «elettoralese» significa «elettore con meno di 25 anni» e quindi non votante per il Senato. Solo le proteste di un rappresentante di lista, arrivate a supportare l'anziano elettore, hanno convinto il presidente di seggio ad ammettere il grossolano errore e consegnare la scheda gialla all'avente diritto. Non è dato sapere, però, se quel ragazzo di meno di 25 anni abbia votato o no per il Senato.


Ma nella lunga domenica elettorale non sono mancati neanche i «furbetti» dell'ultima ora. Volantini, «casualmente» caduti a terra proprio davanti ai cancelli delle scuole, o manifesti affissi nottetempo in prossimità del seggio, e persino chi, ignaro delle regole, viaggiava avanti e indietro con un camper elettorale. Le squadre «speciali» dell'Ufficio del Decoro urbano hanno dovuto rimuovere, nella sola mattinata di ieri, «una cinquantina di manifesti abusivi - riferisce una nota del Comune - numerosi volantini di propaganda e hanno invitato ad allontanare un camper che svolgeva attività di pubblicità elettorale proprio di fronte ad un seggio». Al di là delle «pasquinate» elettorali, per quanto riguarda l'ordine pubblico, non si sono registrari problemi. A confermarlo la direttrice della Protezione civile di Roma, Patrizia Cologgi. «Il nostro personale in servizio, cento operatori a turno, ha lavorato ininterrottamente per far fronte ad ogni necessità dei votanti e del personale impiegato nei seggi». Nella giornata di ieri, la Protezione civile ha distribuito in tutto circa 35 mila bottiglie d'acqua in 260 sezioni elettorali, predisposto servizi di facilitazione per gli anziani e persone diversamente abili, risposto ad un centinaio di richieste di singoli cittadini.
Seggi aperti ancora questa mattina dalle 7 alle 15. Lo spoglio per Provincia, Comune e Municipi inizierà invece domani alle 14.

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Susanna Novelli e Gabriele Santoro

14/04/2008










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