«Non siamo anticinesi - ha detto il leader tibetano in esilio in una conferenza stampa a Tokyo, prima di partire per gli Stati Uniti - Sono veramente molto triste che il governo mi demonizzi, sono solo un uomo, non un diavolo».
Il Dalai Lama ha poi riaffermato che i dimostranti hanno diritto ad esprimere le loro opinioni, ribadendo l'invito alla non violenza.
«L'espressione dei loro sentimenti è cosa loro - ha detto - Nessuno ha il diritto di zittirli. Uno dei problemi del Tibet è che non c'è libertà di espressione». Infine, il Dalai Lama ha ripetuto come «l'autonomia (in Tibet) sia solo nel nome, non è attuata in modo sincero: la crisi l'espressione del profondo disappunto (dei tibetani)»
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10/04/2008