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Francesca Neri: noi precari nel lavoro e nell'anima.
L'attrice sarà a settembre anche nel film di Pupi Avati «Il papà di Giovanna»

È piaciuto al Sundance Film Festival di Robert Redford, ha intrigato Brad Pitt - che con la sua società di produzione vorrebbe realizzarne un remake - ma soprattutto ha convinto Giampaolo Letta della Medusa a distribuirlo da venerdì in 80 copie.

Francesca Neri Si tratta del secondo film prodotto da Francesca Neri, intitolato "Riprendimi", diretto da Anna Negri e interpretato - tra gli altri - da Marco Foschi, Alba Rohrwacher e Valentina Lodovini.
Francesca Neri cosa l'ha convinta a produrre questo film?
«Il fatto che si trattasse di una vicenda femminile, l'abbandono sentimentale, narrato però da una donna. Mi è piaciuta anche l'idea di associare alla precarietà professionale quella dell'anima; e poi la commedia è stata realizzata a basso budget, con 700.000 euro, e con un nuovo linguaggio cinematografico. È stata girata con telecamere digitali, poi riversata in pellicola e prodotta (in collaborazione con Medusa e Sky) dalla Bess Movie, la casa di produzione che ho con Claudio Amendola».
La storia, girata come un mockumentary, ha per protagonisti due trentenni, genitori di un figlio. Alla fine l'uomo se ne va con un'altra: è l'ennesimo film sulla codardia degli uomini?
«Il film è una sorta di autobiografia della regista. I due protagonisti, un attore e una montatrice, accettano di farsi riprendere 24 ore su 24 per raccontare la loro condizione di precari del mondo dello spettacolo: ma sotto gli obiettivi delle telecamere dei due documentaristi mostrano invece, a sorpresa, la loro separazione. Tutto il film è sulla perdita delle sicurezze e sulla strada per riacquistarle passando anche attraverso il dolore. Certi uomini sono proprio come il nostro protagonista, privi di responsabilità, preferiscono fuggire di fronte ai problemi. Mentre le donne non temono la sofferenza, anzi l'abbracciano e alla fine ne escono più mature. Sono due modi diversi di sentire la vita».
Tra i prossimi progetti da produttrice ci sarà un film dove reciterà anche Claudio Amendola?
«Magari, mi piacerebbe, se la tv lo lasciasse libero, ma adesso è ancora troppo "Cesaroni-dipendente"».
Lei sarà a settembre nel film di Pupi Avati, "Il papà di Giovanna": qual è il suo ruolo?
«Quello di una madre e mia figlia sarà proprio Alba Rohrwacher: è il film più drammatico che abbia mai interpretato. Nel cast ci saranno anche Silvio Orlando e Ezio Greggio».
Lei sostiene la legge 194 sul sito www.nontoccarla.it, perché?
«Le polemiche sulla 194, la legge sull'aborto, mi lasciano senza parole, stiamo veramente tornando indietro. Ci illudono che ci sia l'emancipazione e invece come al solito, noi donne, dobbiamo fare lavoro triplo: è importante che la legge non venga toccata».

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Dina D'Isa

08/04/2008










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