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vertice d'addio

Bush e Putin divisi dallo scudo

Non ce l'hanno fatta George W. Bush e Vladimir Putin, nel loro ultimo incontro da presidenti, a trovare un accordo sullo scudo spaziale. E nessuno, in realtà, se l'aspettava.

Ma il vertice dell'addio di Soci ha prodotto lo stesso un documento ambizioso: una dichiarazione strategica che mira ad illuminare la strada ai successori dei leader della Casa Bianca e del Cremlino, una carta nautica da seguire tra gli scogli insidiosi dei rapporti tra Mosca e Washington. Una lunga lista: dai trattati sul disarmo alla lotta al terrorismo, dalla non-proliferazione nucleare alla cooperazione economica.
È stato un incontro anomalo quello dei presidenti russo e americano sul Mar Nero, una occasione finale dove le esigenze più immediate della transizione si sono intrecciate col desiderio reciproco, nel crepuscolo delle loro presidenze, di essere ben giudicati dalla Storia.
In quest'ottica ha avuto un ruolo importante la presenza a Soci di Dmitri Medvedev, l'erede di Putin, che ha avuto un faccia a faccia con Bush e ha partecipato ai due pranzi che hanno fatto da cornice al summit. Ai giornalisti che gli chiedevano un giudizio a caldo sul prossimo leader del Cremino, Bush ha risposto «l'ho incontrato solo per 20 minuti. Ma mi sembra un tipo diretto, una persona in gamba».
Ma il vertice di Soci è vissuto soprattutto sulla dinamica del rapporto tra Bush e Putin, che si sono riempiti di complimenti reciproci ancora più del solito. I due, nel tentativo di agevolare la transizione ai loro successori, hanno ribadito il loro impegno a lasciare in eredità un rapporto costruttivo. Resta però ancora da superare lo scoglio dello scudo spaziale. Putin ha detto: «Il nostro atteggiamento verso questo programma non è cambiato». Restano invariate le diffidenze. Continua ad essere giudicata inaccettabile la decisione Usa di installare le due basi del sistema in Polonia e Repubblica Ceca, due paesi dell'est europeo. Ma si è aperto uno spiraglio: alcune della garanzie promesse dagli americani sono apparse a Putin degne di essere approfondite. Il punto centrale è la creazione di un sistema che veda Stati Uniti, Russia ed Europa impegnati come «partner uguali». A queste condizioni Putin ha espresso un «cauto ottimismo» sulla possibilità di arrivare al successo.
Dal vertice dell'addio è uscito qualche contentino: Bush ha detto di sostenere la Russia nella sua richiesta di ingresso nel WTO (l'Organizzazione per il Commercio Mondiale).
L'unico momento di irritazione di Putin durante il duetto con Bush è giunto quando, in conferenza stampa, il discorso è scivolato sull'espansione a est della Nato. «È una politica che riflette la vecchia logica del passato quando la Russia era vista come un nemico - ha affermato il presidente della Russia - Oggi non è più così».

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07/04/2008










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