Per la prima volta i padri non
hanno la ragionevole speranza di un progresso sociale per i
figli (con l'eccezione delle caste di politici,
imprenditori, baroni universitari). Che differenza con le
scorse generazioni, che hanno visto figli di contadini
arrivare ad alte cariche con tenacia e sacrificio! Si dice
allora che gli elettori saranno più interessati
all'economia che ai valori etici, ma si dovrebbe riflettere
su questo: tali valori sono minacciati, a ben vedere, dalla
stessa cultura, materialista e mercantilista che sta
schiacciando la nostra società. La crisi è chiara a tutti,
per cui i rimedi scelti dai partiti (esclusi gli
estremisti) alla fine potrebbero essere simili. Non a caso
da mesi si parla di possibili collaborazioni almeno
parziali tra i vincitori e le varie opposizioni, e non solo
perché la situazione è grave, ma perché troppo facile
sarebbe attaccare il futuro governo. Ecco perché esortare a
scegliere pensando all'etica, alla deriva anche morale
della nostra mercificata società, non pare inutile: la
difesa dei valori potrebbe essere ciò che più distingue
partiti con proposte economiche non così radicalmente
diverse.
L'esito di queste elezioni vede una probabile
vittoria del PdL: una rimonta del Pd è possibile, ma
avrebbe come probabile esito solo quello di ridurre il PdL
ad una maggioranza al Senato più o meno stretta. In tal
caso, la collaborazione con le opposizioni sarebbe ancora
più importante; si auspica non sia un pasticcio
all'italiana. In ogni modo, non può che essere molto
negativo il giudizio su questa legge elettorale che ha
capovolto il maggioritario, abolendo quel rapporto con il
territorio che era l'idea base dei collegi uninominali e
che non permette di scegliere la persona che ci
rappresenterà. Se davvero le ricette economiche
risulteranno alla fine non uguali ma simili, ecco che
l'elettore accorto non dovrebbe dimenticare quei valori
etici, ai quali d'altronde è legata a doppio filo quella
centralità del "bene comune" che la Chiesa pone al centro
del suo magistero sociale. Non ci si illuda: in una cultura
ove anche la vita è merce, il cittadino sarà sempre più
risorsa da sfruttare e meno persona con invio labili
diritti. Il cattolico allora guardi alla sua coscienza e
scelga chi ritiene possa meglio rappresentarlo nella difesa
degli autentici valori in cui crede.
* Vescovo
emerito
di Civitavecchia-Tarquinia
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06/04/2008