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Ma dov'è l'Europa che da quasi sessant'anni aspettiamo di ...

Ma dov'è l'Europa che da quasi sessant'anni aspettiamo di vedere? Si è nascosta dietro i piccoli egoistici nazionalismi privi di visione strategica e incuranti delle sfide globali sulle quali si modellano i destini del Pianeta. Che l'unione politica continentale fosse una chimera, lo sapevamo da tempo.

Ma quantomeno una parvenza di essa era lecito attendersela, soprattutto dopo il varo del discutibile Trattato. Invece, niente. È bastata la forza di una mozzarella a rendere palese l'inesistenza dell'Europa. E a ricordarci che tra i Paesi dell'Unione più che una politica comune a prevalere è sempre il particolarismo. Perciò chi sostiene che l'Europa non è altro, a ben vedere, che uno spazio di libero mercato (per quanto fino ad un certo punto) è un realista piuttosto che un euroscettico.
La guerricciola sulla bufala è emblematica al riguardo. Governi con i quali si dovrebbero istituire relazioni strategiche possono entrare in conflitto su un prodotto caseario e gettare lo scompiglio nelle economie delle rispettive nazioni? È così difficile creare e riconoscere un'autorità comunitaria in grado di dirimere controversie del genere quando si manifestano, con un minimo di discrezione, senza gettare nel panico intere popolazioni o istillare diffidenze immotivate capaci di generare rancori ed ostilità? È normale che gli euroburocrati di Bruxelles vadano per la loro strada e decretino ciò che vogliono, salvo poche ore dopo essere smentiti dai politici cui compente l'assunzione di decisioni? Non è normale, ma è ciò che è accaduto.
Così come è accaduto, mentre poteva essere evitato, il "fregolismo" francese, incomprensibile se non si tiene conto che il ministro dell'agricoltura di Sarkozy ha preso a pretesto il caso della mozzarella alla diossina per ammorbidire il governo italiano che dal 4 marzo scorso ha vietato l'importazione di bestiame francese non vaccinato contro il morbo della lingua blu. D'accordo: misure cautelari, si dirà dall'una e dall'altra parte. Ma allora che cosa ci stanno a fare una Commissione europea, un Parlamento europeo, e svariati organismi continentali se ogni volta che s'accende un focolaio economico-commerciale divampa poi un incendio dalle inevitabili ricadute politiche?
Quando Italia e Finlandia entrarono in rotta di collisione per accaparrarsi la sede dell'autorità agro-alimentare, quale fu il ruolo politico dell'Europa? Nullo. E si dovettero mettere d'accordo i rispettivi governi con il solito sistema liberoscambista: io do una cosa a te e tu dai una cosa a me. Non ci pare che in questo modo finora si sia andati molto lontani. L'Italia e la Francia, in particolare, negli ultimi trent'anni hanno litigato per il vino, le uova, le acciughe, i bovini dalla "lingua blu", la mozzarella. Gli altri Paesi non sono stati da meno e hanno trovato qualcosa su cui accapigliarsi. Intanto continuiamo a chiederci: ma l'Europa dov'è? Forse qualcuno l'ha intravista in un sogno.

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30/03/2008










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