Il miracolo che si è verificato il lunedì
dell'Angelo sta poi in un Romano Prodi, uscito dall'esilio,
ridiventato un protagonista della politica nazionale con un
"j'accuse specifico": «A me gli imprenditori hanno sempre
detto di no quando ho chiesto di intervenire come
salvataggio su Alitalia». E certo a Prodi non hanno fatto
piacere le parole di Carlo De Benedetti (foto): «La
trattativa per la vendita della compagnia è stata condotta
dal Governo nel modo peggiore possibile, con il rischio di
un commissariamento che si doveva fare già un anno fa».
Parole dense di rancore e dettate anche da una
disponibilità dell'ingegner De Benedetti dimostrata già dal
dicembre 2006 nell'investire nell'operazione soltanto
avendo le mani libere. Una rinuncia poi determinata dai
paletti posti dal governo sulla salvaguardia dell'interesse
nazionale,dei posti di lavoro e soprattutto dai veti e
contro/veti dei sindacati.
La questione va affrontata
chiarendo la partNership di imprenditori che vogliono
aggiungersi a questa iniziativa di orgoglio nazionale.
Bisogna guardare bene dentro i conti di Alitalia e Air
France ha avuto tre mesi per studiare le carte. Se
importanti gruppi italiani con l'interesse anche di player
internazionali faranno in tempo a prendere Alitalia viva
serviranno tempi credibili: è in corso una drammatizzazione
estremistica della situazione che legittima il sospetto che
i tifosi di Air France vendano Alitalia a condizioni che
non merita, insieme con il ricco mercato del Nord e dunque
Malpensa. Il ricatto del commissariamento è diventato un
giochetto al massacro, fa paura ai dipendenti, Air France
un po' meno anche se la sua offerta pare avara e ingorda.
Non sarà comunque possibile risanare una azienda che deve
buona parte delle sue condizioni fallimentari a un
sindacalismo becero e corporativo rappresentato da nove
sigle sindacali che trattano il negoziato con un sistema di
basso livello e orientato al massimo compromesso. Chiunque
gestirà Alitalia deve sapere che la compagnia di bandiera
non potrà contare su aiuti di Stato vietati dalla Comunità
Europea: per fortuna, anche nostra, c'è Bruxelles che detta
le regole delle liberalizzazioni dei collegamenti e la
politica dei cieli.
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25/03/2008