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La Compagnia, i soldi di Stato e l'Europa

L'Alitalia paga cari
i difetti di trasparenza

A proposito di Alitalia Spa partiamo da un dato: esiste una procedura d'infrazione per mancato recepimento della direttiva Ce del 2005 - che modifica la direttiva Cee - in materia di trasparenza delle relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche nonché fra determinate imprese.

Già a suo tempo (2003) il ritardo nel recepimento fu causato dalla grande complessità del testo, in secondo luogo dall'impatto della direttiva su importanti settori della vita economica del Paese (allora, trascorsi circa due anni dal termine ultimo per il recepimento, risultava che ancora più Stati europei fossero inadempienti).
Per capirci qualcosa in questa matassa bisogna dire che siamo nel campo degli aiuti di Stato e fiscalità e che le imprese pubbliche presenti nell'economia nazionale di ciascuno Stato membro e i soggetti pubblici che le controllano devono rispettare le norme per la libera concorrenza che regolano il mercato europeo, ivi compreso il divieto condizionato di erogare aiuti pubblici a sostegno di alcune aziende. La direttiva Cee imponeva agli Stati membri di acquisire informazioni di carattere finanziario e di trasmetterle alla Commissione su richiesta di quest'ultima e le successive modifiche che ne hanno esteso il campo di applicazione a settori prima non considerati, come quello dei trasporti, hanno avuto parimenti attuazione in via amministrativa. In seguito l'apertura alla concorrenza di settori economici prima caratterizzati da regimi di monopolio e il rispetto delle regole imponeva di contrastare sia gli abusi di posizioni dominanti sia gli aiuti non consentiti.
Può Alitalia essere considerata realtà imprenditoriale, caratterizzata dal riconoscimento di diritti speciali o esclusivi, ovvero dall'affidamento della gestione di servizi di interesse economico generale, in capo a singole imprese, le quali in un contesto caratterizzato da diversi gradi di liberalizzazione del mercato, potrebbero esercitate ulteriori attività in regime di concorrenza? Se la risposta è affermativa ci sarebbe l'esigenza di disporre di informazioni dettagliate sulla struttura finanziaria ed organizzativa interna delle imprese, con riguardo ai dati contabili afferenti alle diverse attività esercitate. Nei circa venti anni di applicazione della precedente direttiva del 1980, risulta che la Commissione europea quasi mai abbia avanzato richieste assimilabili a quelle previste dall'art. 5 riguardo alla "documentazione delle assegnazioni di risorse", ragione per cui si è ritenuto che prevedere uno strumento stabile di stoccaggio di informazioni rilevanti su dati "delicati" (erogazioni finanziarie alle imprese pubbliche) poteva essere considerato come uno strumento di "appesantimento" o, peggio, di controllo sull'attività di altri soggetti istituzionali. Ma i risultati come si vede sono ormai alla luce del sole e nonostante la trasparenza.

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20/03/2008










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