Oddio, discorso difficile da far capire alla politica, che
da tempo ha perso il legame vero con il popolo, non
occupandosi del lavoro che è nel dna della Repubblica. I
soliti appelli, la solidarietà militante, la rincorsa un
po' volgare a qualche sopravvissuto da spendere sotto i
riflettori.
Si muore nei cantieri e in fabbrica perché
il sindacato ha perso la sua forza vera, ha barattato posti
di lavoro chiudendo gli occhi di fronte ai mancati
investimenti nella sicurezza, che vuol dire spendere, fare
ricerca per migliorare le condizioni del lavoro, e non
certo lesinare su elmetti, estintori, cavi d'acciaio,
scarponi, guanti e, oggi più che mai, adeguati sistemi
informatici. Si muore anche, ed è dramma nel dramma, per
incuria, talvolta, dello stesso lavoratore. Molti
sindacalisti, addetti alla sicurezza, di aziende piccole e
grandi mi hanno scritto, dopo la tragedia della Thyssen,
denunciando il fatalismo e la sciatteria di tanti compagni
di lavoro. Che per fretta, sicurezza di sé, fastidio,
tralasciano di rispettare le più elementari norme di
sicurezza.
Occorre ritrovare tutti il senso profondo
del significato del lavoro. Che non può e non deve essere
solo profitto o salario, ma deve essere soprattutto dignità.
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04/03/2008