La realtà è che le
famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del
mese. Perché questa situazione e quali sono le cause che la
hanno determinata? La risposta non è facile, perché bisogna
andare lontano. Certamente debito pubblico e, una non
corretta modalità di introduzione dell'euro, rappresentano
alcuni fra i fattori principali, ai quali vanno aggiunti
gli aumenti dei prezzi di materie prime che l'Italia
importa. L'economia che tira può procurare inflazione
grazie a vivacità di scambi e con la domanda superiore alla
offerta. E questo, tutto sommato è un bene. Ma quando c'è
inflazione in una economia in recessione si usa il termine
"stagflazione" che è quanto di peggio possa capitare. I
prezzi aumentano anche in presenza di offerte abbondanti ma
pochi comprano perché non ci sono soldi. Di conseguenza
diminuiscono i posti di lavoro. Con un circolo
virtuosamente infernale. Si aggiunga che il Paese non ha
più paratie di difesa: se altri Stati producono ovvero sono
anche causa di inflazione per eccesso di domanda di materie
prime (esempio India e Cina) trasformate in prodotti da
lavoratori pagati poco e male, il quadro è completo. Ma che
fare? Ora siamo sotto elezioni e da tutte le parti sentiamo
programmi e promesse. Ma la gente si nutre di fatti.
L'Italia, è un paese ancora amato che vive di immagine. Non
sarà la mondezza il nostro testimonial. Non saranno
disservizi, scioperi selvaggi, tasse eccessive, burocrazia
arrogante che potranno risolvere, i problemi. La gente -
non è vero il contrario - ha bisogno di politica quella
seria, coraggiosa che sappia prendere anche provvedimenti
impopolari in barba a difese di posizioni di retroguardia
che servono soltanto alla salvaguardia di interessi
personali e improduttivi di pochi. Il mercato-così si dice
in gergo-è il regolatore della economia. Il mercato, quando
etica e moralità prevalgono, sistema tutto.
Ma non si
può ricercare il sesso degli angeli. La attività di
moralizzazione non si attua soltanto in modo giacobino.
Occorre attenzione e controllo, non entrate a gamba tesa.
Si deve rispondere ad un sistema politico rappresentativo
di una opinione pubblica non miope né distratta ma conscia
che serve uno scatto d'orgoglio per rimettere il nostro
Paese nel ruolo che gli compete. La storia e i fatti
illustri del passato, il riemergere da rovine e macerie ci
devono ricordare quale è il Dna del nostro Paese che, di
fronte alle avversità, si ricompatta e agisce. Siamo degli
inguaribili ottimisti? No, l'importante è smetterla di
piangerci addosso.
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04/03/2008