Si deve prendere posizione
perché non tutto, come vorrebbero far credere alcuni
politici, può stare insieme. Per il semplice motivo che
l'etica, la biopolitica, l'influenza delle religioni nei
comportamenti individuali e collettivi stanno assumendo la
formidabile connotazione che un tempo avevano le visioni
del mondo o, se si preferisce, le ideologie. Da quando
tutto è stato messo in discussione, a cominciare dalle fedi
e dal loro rapporto con la politica, è diventato
impossibile emarginare questioni che si ritenevano relegate
nella sfera privata. La condizione dell'uomo in rapporto
all'invasività della scienza applicata, tra l'altro, alla
qualità e alla durata della vita, impone sul piano
socio-politico l'assunzione di responsabilità tali da
definire assetti giuridico-comportamentali che saranno a
fondamento delle nuove legislazioni in molti campi.
In
questa campagna elettorale si sta determinando,
contrariamente a quanto ci si aspettava, lo strano fenomeno
della corsa alla rimozione dell'etica allo scopo di
lasciare la politica libera di scorrazzare nelle praterie
dell'agnosticismo. Un modo come un altro per asseverare,
anche da parte di chi lo nega, il dominio crescente del
relativismo veicolato da suggestioni nichiliste che non
tengono conto del principio e della fine della vita, l'arco
spazio-temporale nel quale si giocano i destini della
persona e delle comunità. Le forze politiche, nel tentativo
di tenere sotto controllo tutto ed evitare di impegnarsi
nell'offrire risposte adeguate agli elettori in riferimento
a una materia tanto impegnativa, ritengono si possa
glissare sull'etica e sul suo impatto "politico" per poter
far convivere atei e credenti in contenitori
omnicomprensivi nei quali può starci tutto ed il suo
contrario, con il rischio che il "tutto" alla prova delle
scelte legislative esploda nelle contraddizioni
forzatamente imprigionate dalla ragione elettorale.
Veltroni, da questo punto di vista, si è rivelato un
maestro teorizzando l'anarchismo concettuale a fondamento
di un partito eterogeneo alle matrici culturali confuse e
contraddittorie. Al punto che il matematico Odifreddi ha
preso cappello ed ha lasciato il Pd. La senatrice Binetti
cosa aspetta a fare altrettanto?
La prossima
legislatura, quale che sia l'esito delle elezioni, sarà
segnata da due grandi temi: le riforme istituzionali e la
costruzione di un'etica condivisa. Sottrarre alla
riflessione una di queste questioni significa non aver
compreso la crisi sistemica, morale e culturale che
attanaglia l'Italia.
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02/03/2008