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Tv, stop a Di Pietro

Per fortuna che sono solo in due. Sono ormai settimane che Walter Veltroni parla, quasi esclusivamente, del suo grande «gesto di coraggio».

Walter Veltroni Della capacità di lasciarsi alle spalle l'Unione per lanciarsi verso una nuova stagione fatta di partiti che decidono e non di coalizioni variegate costrette a mediare tra mille posizioni.
Lungo quella strada il segretario del Pd ha incontrato Antonio Di Pietro. L'Idv è, ad oggi, l'unico partito a cui Veltroni ha spalancato le porte del loft, ma ha già creato più di un problema. L'apice l'ha toccato due giorni fa intervenendo sul tema della riforma del sistema televisivo. L'ex pm si è lanciato senza mezzi termini all'attacco di Mediaset ipotizzando che, in futuro, possa sopravvivere solo una rete commerciale.
Dichiarazioni che hanno avuto una replica solo oggi. Al termine del vertice dei Pd, il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha sottolineato che il programma «prevede il superamento dell'attuale duopolio televisivo» ma non che a Mediaset rimanga una sola rete, come ha chiesto Antonio Di Pietro. Il programma, ha spiegato Gentiloni, per quanto riguarda la tematica televisiva «riprende quello che ha detto Veltroni all'assemblea del Pd di sabato scorso». Vale a dire che «bisogna superare l'attuale duopolio nonchè la concentrazione delle risorse televisive; bisogna inoltre riportare il mercato delle frequenze nell'ambito della normativa Ue». Infine il programma prevede anche la riforma della governance della Rai recependo la proposta di Veltroni dell'amministratore unico.
E ieri è stata la volta anche del segretario del Partito democratico, che non ha usato mezzi termini, almeno per una volta. «Il programma sarà realizzato e sottoscritto anche da Di Pietro. Le cose che si dicono lì sono quelle che valgono, nessuno si alzerà per dire no», ha detto, parlando ad una manifestazione pubblica, Walter Veltroni, ribadendo l'omogeneità del Pd sulla base del programma. «Ci sono stati tempi - ha affermato Veltroni - in cui dei ministri scendevano in piazza contro il Governo che sostenevano. Tutto questo è finito, comincia un tempo nuovo per merito del nostro coraggio».
Veltroni ha sottolineato l'«unicità» del Pd: «Solo noi abbiamo la libertà di dire quello che poi se vinciamo faremo mentre dall'altra parte, pur con differenze, sono rimasti insieme», ha spiegato. Dall'altra parte - ha concluso il leader del Pd - ci si scontrerà: ed esempio sulle liberalizzazioni dove Fi è più aperta e An ha una posizione molto più chiusa. O anche sull'Europa o sul Kosovo dove la posizione della Lega è diversa». Veltroni ha annunciato che il programma del Pd sarà per dimensioni «un settimo, un ottavo, di quello presentato nella scorsa legislatura dall'Unione». L'ex sindaco di Roma, infine, ha ricordato che la formazione da lui capeggiata sta conquistando ogni giorno nuovi consensi: «Continuiamo a crescere, ogni settimana continuiamo a crescere», ha detto. «Proponiamo al Paese di cambiare - ha aggiunto - noi siamo la novità della vita politica italiana».

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20/02/2008










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