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Irintracciato

Spedita da Rieti la lista nera degli ebrei
Rintracciato La polizia postale ha perquisito anche l'abitazione romana del blogger

La caccia ai responsabili della pubblicazione su un blog della «black list» di 162 professori accusati [...]

[...] di essere ebrei ha messo a segno il primo risultato, ma un'altra lista è già emersa dagli infiniti meandri della rete. Quasi contemporaneamente alla notizia dell'identificazione, da parte della Polizia postale italiana, del luogo da cui il blogger H5N1 ha diffuso l'elenco dei docenti «colpevoli» di essere ebrei, il Forum Palestina ha segnalato l'esistenza - sempre sul web - di una «black list» di ebrei e israeliani ritenuti «traditori» di Israele. Per il momento l'unica certezza è che H5N1 non ha pubblicato la prima «black list», quella sul forum Il Cannocchiale, da un internet point e che il luogo di attivazione della connessione non è a Roma. La polizia postale è risalita al computer dal quale è stata «postata» la «lista nera degli ebrei»: si tratta di una postazione di una casa privata di un paesino in provincia di Rieti. Ora gli accertamenti puntano all'identificazione del blogger. Ovviamente, non è detto che sia il proprietario del computer da cui è stata effettuata l'operazione o chi lo ha in affidamento. Sono state disposte delle perquisizioni nella sua abitazione in un paese vicino a Rieti e in un locale a sua disposizione nella capitale. Stando a indiscrezioni, l'uomo era già noto per essere stato protagonista di episodi simili. Sulla vicenda, la procura di Roma ha aperto un fascicolo, ipotizzando il reato di violazione della privacy. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Franco Ionta e dal sostituto Giuseppe Corasaniti.
L'inchiesta è stata avviata sulla base di una segnalazione della polizia postale. I magistrati devono ora valutare se si possano configurare i reati di istigazione all'odio razziale o calunnia. Un'ipotesi che non sembra però verosimile. Più aderente allo stato dei fatti è l'ipotesi di diffamazione, ma per procedere in questa direzione è necessaria la presentazione di una querela di parte, cioè di almeno uno dei 162 docenti chiamati in causa.
E da uno dei professori della «black list» arriva un appello. «Vi chiediamo la vostra solidarietà. Una parola, un gesto possono essere importanti. Lo abbiamo imparato dalla storia», ha scritto in una lettera aperta a studenti e colleghi della Sapienza Donatella Di Cesare, docente della Facoltà di Filosofia dell'Ateneo romano. Nette prese di posizione contro le «liste nere» sono venute da Università e docenti italiani. Intanto il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha ammonito a «sorvegliare» sempre «ogni rigurgito di antisemitismo». «Una sorveglianza su questa malabestia che va fatta con grande rigore».
Mau.Pic.

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12/02/2008










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