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colpo grosso

Zurigo, rubate tele impressioniste

È il furto del secolo «il colpo più grosso mai commesso in Svizzera e perfino in Europa». Attonito con lo sguardo serio e incredulo, ieri mattina, Marco Cortesi, portavoce della polizia di Zurigo [...]

Van Gogh, Monet, Degas, Cezanne [...] ha descritto così il furto di quattro capolavori dell'impressionismo ottocentesco al Museo Buehrle della città svizzera, dove è custodita una delle collezioni d'arte europea di maggior rilievo. Il «colpo» è stato messo a segno in soli tre minuti e mezzo. Tre uomini armati e mascherati, ha spiegato la polizia, si sono introdotti nel piccolo museo verso le 16.30 di domenica, hanno costretto gli addetti e i 15 visitatori presenti a sdraiarsi in terra sotto la minaccia delle armi e si sono poi radunati nella sala principale al piano terra da dove hanno prelevato i quattro dipinti dai muri. I rapinatori erano di «taglia media» e vestiti in modo «sobrio». Caricata la refurtiva su un'auto bianca, sono fuggiti in direzione di Zollikon, sobborgo a sud-est di Zurigo. «Hanno agito con sangue freddo e professionalità» ha spiegato il portavoce della polizia Cortesi, che ha quindi aggiunto che «una nuova frontiera è stata raggiunta con una rapina a mano armata in un museo».
L'allarme è subito scattato, ha detto la polizia, ma in 30 secondi i ladri, che indossavano passamontagna e abiti scuri e uno dei quali parlava tedesco con un accento slavo, sono riusciti a lasciare il museo e a fuggire a bordo dell'auto vecchio modello che si trovava nelle vicinanze.
Le quattro tele trafugate sono «Papaveri vicino a Vetheuil» di Claude Monet (1879), «Il conte Lepic e le sue figlie» di Edgar Degas (1871), «Ramo di castagno in fiore» di Vincent Van Gogh (1890) e «Ragazzo con il gilet rosso» di Paul Cezanne (1888). Il valore della refurtiva è stimato in almeno 112 milioni di euro: è tra i più ingenti furti d'arte compiuto nel mondo. La villa-museo svizzera custodisce 200 opere di artisti europei dell'Otto e Novecento, molti impressionisti, messe insieme dal controverso industriale Emil Georg Buehrle (1890-1956) che si arricchì con il commercio di armi durante la Seconda Guerra Mondiale e vendette cannoni antiearei alla Germania nazista. Le opere sono molto conosciute e quindi virtualmente invendibili. La polizia non ha quindi escluso l'ipotesi del sequestro per ottenere un riscatto, anche se finora non è giunta alcuna richiesta. Quelle rubate «sono le quattro opere maggiori del museo» si è lamentato il direttore, Lukas Gloor. Superfluo aggiungere che il museo è munito di moderni sistemi di sicurezza: durante la rapina nessuno è stato ferito. La polizia ha fatto sapere che a chi fornirà informazioni sui malviventi verrà offerta una ricompensa di 100.000 franchi.

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12/02/2008










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