Le responsabilità del ministro dell'Ambiente sono gravi e non staremo qui a elencarle per due motivi. Primo, perché sono sotto gli occhi di tutti. Secondo, perché lo abbiamo già fatto mentre in tanti stavano zitti. E dunque per le stesse ragioni vorremmo sottoporre una nuova riflessione. Pecoraro ha fatto le sue battaglie. Giuste, sbagliate, ridicole, assurde. L'inconcepibile è che puntualmente la sua linea è diventata quella di tutto il centrosinistra, del Comune, della Provincia, del governo nazionale. Voleva la testa di Bertolaso? Gliel'hanno data. Non voleva l'inceneritore? Non si fa. Il suo 2% vale più di tutto. Vorremmo oggi sul banco degli imputati anche quelli che hanno detto sempre di sì.
Il leader dei Verdi si affanna a dire che il suo è un «partito del no» ma per tanti piccoli «sì». Il Paese ha bisogno invece di scelte forti. Ogni volta che si cerca di fare un'opera in Italia c'è una bandiera dei Verdi che la blocca. Allora, caro Pecoraro, scelga una linea. E chi del suo partito deraglia abbia il coraggio di buttarlo fuori a calci. Confindustria l'ha fatto con chi paga il pizzo. Vedremo se lui sarà capace di farlo con chi dei suoi ferma il Paese.
Fabrizio Dell'Orefice
12/01/2008