A Grigoli era riconducibile la holding "Gruppo 6 G.D.O. srl" che rifornisce e controlla 60 esercizi commerciali in Sicilia, per la maggior parte supermercati della catena Despar, marchio di cui aveva la gestione in esclusiva per tutti i Comuni delle province di Palermo, Trapani ed Agrigento.
Secondo l'accusa Grigoli, che risponde di concorso esterno in associazione mafiosa, aveva messo a disposizione del clan trapanese di Cosa Nostra, i propri mezzi e risorse imprenditoriali. L'indagine aveva preso spunto dai 'pizzini' sequestrati al capomafia Bernardo Provenzano al momento del suo arresto l'11 aprile dell'anno scorso a Corleone.
In particolare sono stati decrittati dagli investigatori i messaggi scambiati da Provenzano con Messina Denaro e il boss agrigentino Giuseppe Falsone a proposito di una complessa vicenda relativa alla presenza in territorio agrigentino e corleonese di supermercati riconducibili a Grigoli. Una controversia che i due capi di Trapani e Agrigento sottoponevano al giudizio del vecchio patriarca corleonese. La societa' "Gruppo 6 G.D.O. srl", con sede a Castelvetrano (Trapani) in via Partanna e un capitale sociale di 12.500.000 euro, e' stata ora sequestrata dalla Dia. Grigoli ne era il socio di maggioranza con quote per 6.375.000 euro, mentre il resto era intestato a sua moglie, Maria Fasulo, 48 anni, che ne era anche amministratore unico.
20/12/2007