[...] la coalizione che lo ha eletto e contro il premier. Gruppi che chiedono verifiche, altri che si defilano. Una maggioranza in libera uscita. Poi al momento del voto, davanti al rischio di andare tutti a casa, si riuniscono. Ma la crisi è già nei fatti. Prodi resiste, resta a galla, sempre con maggiori difficoltà. Ieri ci sono stati altri no, pesanti, come quello della Binetti e di Andreotti. E così la fiducia è arrivata sul filo di lana grazie ai senatori a vita. Grazie a Cossiga. Prodi tira un sospiro di sollievo. Fino a quando? Superato di un soffio lo scoglio, se ne presenteranno altri. E ogni volta la sua maggioranza perde pezzi. Traballa. No, così non può durare. Non può durare per il Paese che ha sempre più l'impressione di una classe di governo preoccupata solo di resistere, non certo di affrontare le difficoltà degli italiani, dei tanti che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Di chi non sa come pagare il mutuo. Ma cosa importa a chi si comporta come moderni mandarini e taglia la folla con prepotenza con le immancabili auto blu? Già, questa è la situazione e la speranza è che si possa andare presto al cambio delle regole e poi al voto. Così è positivo che il confronto tra Berlusconi e Veltroni prosegua, nonostante le turbolenze, per ristabilire delle condizioni di normalità, per andare presto al voto per eleggere un governo capace di guidare il Paese.
07/12/2007