[...] bisognerà soltanto allungarla di circa 700 metri e realizzare un impianto di illuminazione e di avvicinamento. Andranno, poi, creati i nuovi hangar e la struttura deputata a ospitare i passeggeri.
«Il primo volo fra tre anni», è stato l'auspicio del ministro dei trasporti Alessandro Bianchi. Entro il 2020 lo scalo dovrà, infatti, essere in grado di assorbire sei milioni di passeggeri l'anno.
Per giustidicare l'ottimismo del ministro c'è da dire che lo scalo di Viterbo appare positivamente predisposto: infatti, la Tuscia non ha ostacoli di natura orografica sul proprio territorio ed è più affidabile dal punto di vista della sicurezza dei voli perché la presenza di nebbia è assolutaente rara. Inoltre, l'aeroporto di Viterbo non porrebbe alcun problema alle attività militari.
Per giunta, la tipologia di traffico che si vuole dirottare sul terzo scalo, principalmente proveniente da Nord, Nord Ovest e Nord Est, fa sì che la scelta di Viterbo risulti più conveniente, consentendo un risparmio sul tempo di volo di circa 10-15 minuti, sia per la localizzazione sia per l'inserimento in circuitazioni di traffico nell'area terminale di Roma.
E veniamo ai nodi da sciogliere. Nella Tuscia il traffico da Nord troverà il suo entry-point all'altezza di Tarquinia, dove in genere avviene lo smistamento tra il traffico diretto all'area di Roma (Fco e Cia), che viene generalmente differenziato anche come quota (da 6.000 a 4.000 piedi circa), e quello che prosegue verso sud, oltrepassando la Capitale. Particolare che manca a Viterbo, vicina sì alla Capitale ma servita da un'arteria, la strada statale numero 3 Cassia, che è di sicuro una delle più intasate e lente d'Italia. Al fine di risolvere il problema ci sono state discussioni, ricorsi, manifestazioni a non finire. Per quanto concerne la Cassia si ipotizza di raddoppiare l'arteria o di costruire una linea rotabile sicura e veloce. Per altri versi il completamento della Orte-Civitavecchia potrebbe alleviare parzialmente la portata del traffico.
Per il trasporto su rotaia, il trenino che porta oggi a Viterbo, partendo dalla centralissima stazione di Porta Flaminia, non sarebbe assolutamente in grado di assorbire cinque milioni di viaggiatori in più. Come pure la linea che fa capo alla stazione di San Pietro: convogli rapidi e abbastanza frequenti, ma dimensionati appena per un traffico urbano. Del resto i voli low cost rappresentano una risorsa turistica non indifferente: la gente ambisce - e giustamente - a venire a Roma, a visitarne bellezze e tesori. I voli costano poco. Ma non si possono più angustiare i residenti con il loro rumore. All'orizzonte anche l'idea di una metropolitana: sempre che scavare sotto l'Etruria non comporti il ritrovamento di qualche necropoli col conseguente fermo dei lavori.
27/11/2007