Una decisione presa dopo le polemiche dei genitori che da un mese protestano contro i nuovi programmi alimentari. La sperimentazione, effettuata per la prima volta in Italia e organizzata dall’assessore alla Scuola Maria Coscia, prevedeva di inserire una volta al mese nei menù delle scuole materne ed elementari un piatto tipico di otto comunità straniere. Ma, già al primo tentativo, il progetto è naufragato: molti bambini non hanno toccato cibo e alcuni si sono sentiti male. A fronte di tutto questo il passo indietro del Comune che ieri ha deciso di sospendere il servizio. «Ci siamo presi un po’ di tempo per perfezionare il progetto delle mense scolastiche multietniche», ha detto l’assessore Coscia. Tutto è nato da una dettagliata interrogazione presentata il 23 ottobre in Comune da due consiglieri comunali di An, Alessandro Cochi e Luca Gramazio, che contestavano l’accordo siglato dall’assessore alle Politiche scolastiche. Dopo la contestazione in Campidoglio sono nati alcuni Comitati spontanei di genitori, che hanno portato avanti la protesta contro i menù etnici. Sull’argomento, nei giorni scorsi, sono intervenuti anche i consiglieri regionali Tommaso Luzzi e Pietro Di Paolantonio che, con analoghe motivazioni, hanno voluto rappresentare le lamentele dei comitati dei genitori. C’è da considerare anche che questo mese nel programma dei menù etnici era previsto quello romeno che, proposto in questo particolare momento che sta vivendo la Capitale, potrebbe far pensare a una provocazione. L’assessore Coscia, dal canto suo, dichiara fermamente che la sospensione «non ha nulla a che vedere con i fatti di cronaca di questi ultimi giorni. Il fatto che era previsto il pasto rumeno nel mese di novembre non significa nulla. Il discorso multiculturale nella scuola non passa solo attraverso il pasto, ma dietro c’è tutto un lavoro di conoscenza e studio del Paese». Non appare tuttavia pienamente sodisfatto del risultato ottenuto Fabio Sabbatani Schiuma, portavoce romano de La Destra. «La sos pensione dei menù etnici è una bella vittoria ma l’assessore Coscia è in evidente imbarazzo se con una mano accusa di razzismo genitori e politici che criticano questa sua pagliacciata, e con l’altra sospende, di fatto, il provvedimento. Dispiace vedere - continua Schiuma - che non si comprenda la portata culturale della nostra polemica: siamo in Italia, dove la nostra tradizione gastronomica è universalmente riconosciuta come tra le migliori, e la scusa dell’integrazione dei bambini stranieri non regge poiché è la stessa che portò alcune insegnanti di una scuola romana, mesi addietro, a fare il presepe senza Gesù, Giuseppe, Maria, il bue e l’asinello, per non urtare la suscettibilità dei piccoli stranieri». Ma l’assessore capitolino alla Scuola non ci sta e replica in una nota alle dichiarazioni del portavoce de La Destra: «È assolutamente inaccettabile la strumentalizzazione politica di un progetto didattico quale è quello dei menù etnici, che ha lo scopo di far conoscere ai bambini la cultura, la geografia, la storia e l’alimentazione dei loro compagni di scuola provenienti da altri Paesi. Il progetto sui "saperi e sapori" è iniziato da poco e quindi ancora in fase sperimentale - continua - In questi giorni stiamo facendo le verifiche nelle scuole, ascoltando i diversi pareri, le critiche e i suggerimenti di insegnanti e genitori per migliorare questa esperienza. In ogni caso non ci sarà alcuna imposizione».
Eleonora Sannibale
08/11/2007