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Titolare anche domani

L'umiltà di Vucinic: non valgo neanche la metà di Totti

Barba fatta per far risplendere un sorriso grande così. È il suo momento e Mirko Vucinic lo sa bene. Lo score è inequivocabile: 7 partite da titolare in stagione, 6 vittorie e un pari, più l'ora di gioco, il gol decisivo con lo Sporting e gli altri due a seguire con Milan e Lazio.

Come si fa a tenerlo fuori? «Io non mi aspetto niente - ha detto il montenegrino - so che sto mettendo in difficoltà Spalletti. Tutti noi vogliamo giocare, ma poi alla fine è il mister che decide». E il tecnico per domenica ad Empoli non avrà problemi, ma già dallo spareggio di Lisbona dovrà fare delle scelte visto il rientro di Totti. «Io non sono nemmeno la metà di Francesco, lui è straordinario. Nessun paragone. Anche se come lui quando gioco cerco di fare gol e assist per i compagni. Io come Montella nell'anno dello scudetto? È un onore giocare con la sua maglia numero nove, mi basterebbe fare la metà di quello che ha fatto lui qui».
Tre partite da sogno, tanto da far cambiare idea anche a Savicevic, presidente della neonata federazione montenegrina, che lo aveva invitato a cambiar aria per giocare. «Adesso invece anche lui mi ha detto di non mollare qui. E a me non è mai venuto in mente di andare via da Roma e dalla Roma. Anzi devo dire grazie a tutti per la fiducia, dalla società a Spalletti, fino ai compagni. Il futuro? Siamo vicini all'Inter, speriamo che perda domenica e che perda anche la Lazio». Il derby non finisce mai.
Come non tornare a parlare di mercoledì? «Il mister mi ha detto di non togliermi più la maglia. Gli ho promesso che lo farò, ma il derby era il derby! Mi sono arrivati tanti messaggi, ma il gol lo dedico a Giorgio Rossi, che compiva gli anni».

Luca Fallica

03/11/2007










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