Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco che hanno rinvenuto anche alcune coperte e brande, ricovero di alcuni senzatetto. Per questo sino alla fine della rimozione delle macerie, si è temuto il peggio, di rinvenire sotto i massi il corpo di qualche sventurato. Fortunatamente, però, non ci sono stati feriti. Le operazioni dei vigili sono durate oltre un'ora. La parete si è sgretolata in pochi attimi. Un detrito dopo l'altro, ben venti metri delle cinquecentesche fodere laterali delle Mura Aureliane, lungo viale Pretoriano all'incrocio con piazzale Sisto V, sono crollate poco dopo le otto di ieri sera. Un danno enorme per il patrimonio archeologico della Capitale. Un episodio che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia: sei persone senza fissa dimora, che avevano scelto quel tratto di Mura come riparo notturno, sono scappate giusto in tempo. Qualche attimo prima che la pioggia di terriccio, detriti e mattoni li sommergesse. In un primo momento, però, le squadre dei vigili del fuoco, coordinate dall’ispettore antincendio Giancarlo Carta, e l'ambulanza accorsa sul posto hanno temuto il peggio: sotto i cumuli di mattoni coperte e cartoni facevano presagire la presenza di qualche persona sepolta sotto le macerie. Vista anche la vicinanza, proprio lì a pochi metri di distanza, della mensa e dell'ostello della Caritas.
Il tratto di muro crollato in realtà era già sotto osservazione. Nei giorni scorsi gli archeologi della Sovrintendenza comunale aveva effettuato un sopralluogo rilevando uno stato di pericolo: «Per lunedì 10 – spiega Paola Virgili, responsabile dei monumenti e delle aree archeologiche del Suburbio dalle Mura Aureliane in poi – era già previsto un ulteriore esame e un transennamento dell'area». Ma le piogge di questi ultimi giorni hanno accelerato i tempi. Le infiltrazioni d'acqua tra il camminamento superiore e le fodere laterali, «male ammorsate», specificano gli archeologi, hanno provocato un lento scollamento della parete più esterna e quindi il crollo. Il problema sarebbe anche aggravato dalla presenza, proprio a viale di Porta Tiburtina, di un'abitazione privata a ridosso delle mura. Gli alberi e la terra della casa avrebbero acuito il problema. Una situazione di pericolo, comunque, che riguarda un po' tutti i tratti di mura che circondano la città. «C'è bisogno di finanziamenti e di interventi di consolidamento – spiega la sovrintendente Virgili – non di puri restauri estetici». Il tratto crollato, comunque, era già inserito nel prossimo appalto con un fondo di 2 milioni di euro.
Viviana Spinella
02/11/2007