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Sull'orlo della crisi/3

Berlusconi: «Prodi cadrà e sarà su un voto importante»

Silvio Berlusconi è sempre più raggiante. E soprattutto sempre più convinto che Prodi abbia ormai le ore contate. Ieri lo ha ribadito ai coordinatori regionali e ai vertici di Forza Italia che ha riunito a palazzo Grazioli, spiegando che il governo «cadrà su un voto importante, su un voto di una legge importante».

E a quel punto il premier non potrà fare finta di nulla è dovrà per forza salire al Quirinale.
Il problema, però, è che il Cavaliere non si fida di Giorgio Napolitano. E ieri lo ha ripetuto ai suoi. Una volta caduto Prodi, ha spiegato, il Quirinale potrebbe puntare ad un governo istituzionale; in questo caso Forza Italia non potrebbe che confermare che l'unica soluzione è il voto il prima possibile e dunque ci potrebbe essere una divergenza su questo punto. La posizione di Berlusconi sul «dopo-crisi» non è infatti cambiata: il sistema bipolare prevede che al governo possa legittimamente stare solo chi ha ottenuto il consenso dei cittadini attraverso le elezioni. «Avremmo delle buone armi per ribattere all'eventualità di un governo tecnico», ha spiegato il Cavaliere. L'attuale legge elettorale, ha aggiunto, prevede infatti l'indicazione del premier. E se il governo dovesse cadere, è stato il suo ragionamento, in base alla normativa in vigore «credo che solo gli elettori potrebbero scegliere il successore a palazzo Chigi». Anche per questa ragione, hanno raccontato alcuni dei partecipanti alla riunione, una delle ipotesi è che nel corso della mobilitazione prevista per il 17 e il 18 novembre siano raccolte firme per chiedere le elezioni. E dovranno essere tantissime, ha ripetuto Berlusconi, almeno cinque milioni, per ribattere alle primarie del Pd. «Vi sprono tutti — ha detto ai coordinatori — perché tutti capiscano che l'Italia non ne può più del Governo di Prodi».
Ma Berlusconi è anche intervenuto sulle accuse, lanciategli dall'Unione, che stia facendo una «compravendita» di senatori. È un'idea «inaccettabile» ha detto Berlusconi. Piuttosto, ha aggiunto, è del tutto «legittimo» dare «garanzie certe» e una «collocazione politica» a quei parlamentari che sono scontenti di questo governo. Con l'attuale legge elettorale, ha proseguito, si può benissimo andare a votare anche in considerazione del fatto che, sulla base degli ultimi sondaggi, il centrodestra avrebbe 40 senatori e ben 80 deputati in più del centrosinistra. Quanto al dialogo per una modifica dell'attuale sistema di voto, il leader azzurro ha ribadito a deputati e senatori il ragionamento svolto in queste settimane: ormai il tempo è scaduto e avviare ora un confronto servirebbe solo ad allungare la vita a questo governo. La coalizione di centrodestra è più che mai compatta, ha spiegato ancora durante la riunione, sottolineando che anche l'Udc è sulle posizioni degli altri partiti di centrodestra. «Abbiamo una posizione unitaria con Casini — ha detto — e assoluta compattezza con tutti i partiti della coalizione».









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