I titoli di Gr1 e Gr2 sono tutto un programma: «Maggioranza trasversale chiede le dimissioni del presidente della Rai». (Commenta)
Sfiducia? Per carità, in Rai non si può usare questa parola. Vietato. Almeno nei giornali radio. Soprattutto se si parla del presidente della Rai Claudio Petruccioli. Accade così che ieri qualunque italiano che ha comprato uno dei principali giornali ha appreso che il numero uno di viale Mazzini è stato sfiduciato. Corriere della Sera: «Maggioranza nel caos anche alla Rai, la Vigilanza sfiducia Petruccioli». Repubblica: «Rai, sfiduciato Petruccioli: "Ma io resto"». La Stampa: «Venti di crisi, la Rai nel Caos. Nuova spaccatura della maggioranza, sfiduciato Petruccioli». Anche Il Tempo non è da meno: «Sfiduciato Petruccioli». E vabbè, uno può pensare che ormai sono tutti contro il centrosinistra. Allora va a prendere l’Unità, la cara vecchia Unità, l’unico giornale a cui credevano i vecchi comunisti. E che scopre: «La Vigilanza Rai sfiducia Petruccioli». Poi accende la radio, la Rai. E ascolta il Gr2 delle 7.30. E apprende dai titoli: «Maggioranza trasversale chiede le dimissioni del presidente della Rai, Petruccioli». Ma come? Chiede? Ma non era stato sfiduciato? Allora si sintonizza su Radio Uno e aspetta il Gr delle 8. Titoli: «Maggioranza trasversale in commissione di Vigilanza chiede le dimissioni del presidente della Rai». Anche qui. Ma non lo sanno che è stato sfiduciato? Certo che lo sanno, ma non lo possono dire. Per un ordine di servizio del direttore Antonio Caprarica. Almeno così si apprende da una direttiva firmata da un caporedattore ieri mattina alle 6: «Per favore, per indicazione del direttore, non usare la parola sfiducia per la vigilanza contro Petruccioli. Grazie. Lella». Prego, si figuri. Ecco spiegato l’arcano. Lo sapevano ma non lo potevano dire e quindi si sono arrampicati sugli specchi. Gli ascoltatori la prenderanno con filosofia. D’altro proprio in filosofia è laureato Caprarica che ha iniziato la sua carriera all’Unità (proprio quell’Unità che con i suoi titoli l’ha «sfiduciato») e poi è passato a Paese Sera come condirettore. L’approdo in Rai, al Tg1 che l’ha spedito in giro per il mondo a fare il corrispondente anche dai luoghi più difficili come l’Afghanistan, la prima Guerra del Golfo. Poi Londra per ben nove anni, Parigi e il ritorno a Roma. Indimenticabili le sue cravatte. Da oggi forse anche le sue censure.
Fabrizio Dell'Orefice